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Suoni e colori nell’arte di Kandinskij

febbraio 18th, 2014 Posted in Arte, Spiritualità

Vassiliij Kandinskij

Vassiliij Kandinskij (1866-1944) è unanimamente considerato uno dei padri dell’Astrattismo. Russo per nascita e formazione, emigra in Germania dove vive l’avventura del Bauhaus. Qui approfondisce e porta a compimento le sue teorie su forma e colore, collabora con Walter Gropius, Joseph Albers, Oskar Schlemmer, László Moholy-Nagy, Paul Klee.

Nel 1934, l’anno successivo alla chiusura del Bauhaus da parte del regime nazista, si stabilisce in Francia, dove troverà il meritato successo, acclamato come “uno dei più grandi rivoluzionari della Visione” dallo scrittore francese André Breton (1896-1966) e onorato come “Grande Principe dello Spirito” dal pittore spagnolo Joan Mirò (1893-1983).

Vassiliij Kandinskij, Senza titolo, 1915, Acquerello e inchiostro di china su carta, cm 22 x 22,5, Lascito Nina Kandinsky, 1981, Georges Meguerditchian ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI, © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Georges Meguerditchian / Dist. RMN‐GP© Vassily Kandinsky by SIAE 2013

Il suo astrattismo nasce dalla necessità di esprimere la musica con il pennello. Per parlare del soprannaturale che crede sia insito nell’Uomo, crea “strumenti superiori di percezione”, espedienti pittorici decisamente singolari che gli consentano di “parlare del mistero per mezzo del mistero”. (…) «Non mi sarei sorpreso se avessi visto un sasso dissolversi nell’aria davanti a me e diventare invisibile», azzarda, anche se dal profondo della sua pittura emerge la matrice della solida tradizione popolare russa.

Nelle opere di Kandinskij, spiritualità, suono, colore si fondono magicamente. Per lui i «colori acuti vengono sempre esaltati, acquistano un suono più acuto, quando sono associati a una forma acuta (per esempio il giallo associato al triangolo). I colori che tendono all’approfondimento vedono questa tendenza accentuata da forme tondeggianti (per esempio il blu associato al cerchio)», il rosso con il quadrato. E «andando molto in profondità il blu sviluppa l’elemento della quiete. Affondando verso il nero acquista una nota di tristezza disumana (…). L’azzurro, rappresentato musicalmente, è simile a un flauto; il blu scuro somiglia al violoncello e, diventando sempre più cupo, ai suoni meravigliosi del contrabbasso; nella sua forma profonda, solenne, il suono del blu è paragonabile ai toni gravi dell’organo” (Vassiliij Kandinskij, Tutti gli scritti, volume II, pg. 99 e  110). Kandinskij percepisce il colore come «un mezzo per esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde».

Vassiliij Kandinskij, Fragil, 1931, Tempera su cartone, cm 34,7 x 48,4 Lascito Nina Kandinsky, 1981, © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Service de la documentation photographique du MNAM / Dist. RMNGP, © Vassiliij Kandinskij by SIAE 2013

Dell’artista, Palazzo Reale, a Milano (fino al 27 aprile 2014), mette in mostra più di 80 lavori, tra dipinti e opere su carta, che illustrano i periodi principali della sua carriera, tutti provenienti dal fondo Kandinskij, Musée national d’art moderne del Centre Pompidou. L’esposizione offre uno sguardo completo sul suo percorso formativo, di viaggiatore, di esploratore di culture, di analista delle ragioni che muovono linee e colori, in un periodo in cui, in tutta Europa, soffiano venti di rivolta, di guerra, di instabilità politica, di innovazione. Kandinskij, in apparenza, non se ne cura, la sua mente e il suo spirito sono proiettati altrove: “L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro” (Vassiliij Kandinskij, Punto, linea, superficie, Adelphi, 2008).

Vassiliij Kandisnskij

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