| Subcribe via RSS

Oro, pietra filosofale e fornelli alchemici.

novembre 27th, 2009 Posted in Spiritualità

«Così si vedeva nei fornelli alchemici la sorte possibile dell’uomo nell’aldilà o Regno. Ma i crogioli e i fornelli non erano l’unica illusione. Fu nozione comune ai popoli arcaici che quando lo spirito si spiccasse netto e soave dal corpo, questo non si corrompeva, ma restava come imbalsamato. I corpi dei santi stillanti manne e mirra in Occidente, quelli dei perfetti taosti tramutati in linde crisalidi, stanno a testimoniarne; gli asceti dello shugendo giapponese deliberatamente, con diete, via via attenuando il metabolismo, perseguivano l’imbalsamazione in vita. Non a caso arsenico e mercurio, imbalsamanti come sono, hanno sì vasta parte nell’elisir d’immortalità della tradizione taoista, come notò Sivin. Il culto delle mummie in Egitto potè essere anche un ingenuo tentativo di conferire a tutti (dapprima ai soli capi) la prerogativa dei «liberati». Come lo spirito aurifico dall’oro quando ha compiuto l’opera sua, così lo spirito si stacca dalla mummia del suo corpo. Il corpo di resurrezione o di gloria come metafora e spoglia il corpo del santo stillante balsami, come la pietra filosofale il lingotto d’oro».

Da: Elémire Zolla, Le meraviglie della natura. Introduzione all’alchimia, introduzione di Grazia Marchianò, Biblioteca Marsilio, Marsilio, Venezia, 2005, pg. 404, II° capoverso.

Leave a Reply