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L’immagine di noi stessi

dicembre 7th, 2009 Posted in Spiritualità

Vorrei tornare per un attimo sull’argomento di ieri, sulla storiella zen che ho dedicato a me stessa. E la chiosa che volevo fare l’ho trovata rileggendo un libro di Alejandro Jodorowsky, La danza della realtà, secondo me il più bello che abbia scritto, in bilico tra autobiografia, romanzo e psicomagia, tra sciamanesimo e stregoneria. Uno di quei libri che non capisci se quello che leggi è verosimile, ma è talmente affascinante che non te ne importa niente. Forse tutte le autobiografie, anche quelle più circostanziate, sono scritte con la medesima tecnica. Ma chi è Jodorowsky? È un artista-scrittore-psicomago nato nel 1929 in Cile da genitori ebreo-ucraini che vive a Parigi dal 1953. È uno che sa tutto dei tarocchi, che ha sperimentato diversi livelli di coscienza, che ha incontrato curanderos e indovini, veggenti, stregoni e negromanti . Uno per cui l’arte è una cura e la fantasia un sistema di guarigione. Delle tante pagine illuminanti, ho scelto questo capoverso.

«Due monaci pregano senza sosta, uno è corrucciato, l’altro sorride. Il primo domanda: “Com’è possibile che io viva nell’angoscia e tu nella gioia se entrambi preghiamo per lo stesso numero di ore?”. L’altro risponde: “Perché tu preghi sempre per chiedere, e io prego solo per ringraziare“. Per raggiungere la pace, sia nel sogno notturno che nel sogno diurno che chiamiamo veglia, dobbiamo lasciarci coinvolgere sempre di meno dal mondo e dall’immagine che abbiamo di noi stessi. La vita e la morte sono soltanto un gioco. E il gioco supremo consiste nello smettere di sognare, vale a dire nello sparire dall’universo onirico per entrare a far parte di quello che sogna».

Da: La danza della realtà di Alejandro Jodorowsky, Universale Economica Feltrinelli, Milano, 2004, pg. 197.

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