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La danza della realtà e il massaggio iniziatico

settembre 29th, 2010 Posted in Psicologia, Ricette, Senza categoria

Ho ripreso in mano ieri, dopo un paio d’anni, La danza della Realtà di Alejandro Jodorowsky, la sua opera maggiore, la sua autobiografia romanzata che è anche il suo testamento. Un libro che ci dà la chiave di lettura del mondo surreale e sciamanico in cui l’Autore è vissuto e da cui sgorga il fiume in piena della “Psicomagia” che lui ha creato, «una pratica che restituisce all’arte e all’immaginazione la loro primitiva funzione curativa dell’animo umano».

Alejandro Jodorowsky, immagine scaricata dal web

La vita di Alejandro Jodorowsky è di per sè un romanzo. Nato nel 1929 nel nord del Cile da una famiglia di immigrati ucraini di fede ebraica, nel 1953 va a vivere a Parigi dove fonda con Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento artistico che chiamerà “teatro panico” – l’ordine dell’universo, le abitudini, possono essere sgretolati.

Fernando Arrabal, poeta e regista visionario. Immagine scaricata dal web.

Artista eclettico, Jodorowski è scrittore, autore di teatro, di testi per fumetti e regista, ma soprattutto psicomago e lettore-interprete di Tarocchi, cosa che fa in pubblico e gratuitamente, tutti i mercoledì sera al Cabaret Mistique, a Parigi. Ma la grande avventura della sua vita comincia a Tocopilla, un paese maledetto da dio e dagli uomini.

Costa di Tocopilla, paese del Nord del Cile dove è nato Jodorowsky. (Immagine scaricata dal web).

Scrive Jodorowsky: «A forza di pensare, sognare, immaginare l’amicizia con una belva pacifica, la realtà mi mise in contatto con un leone vero. Jaime, mio padre, prima di calmarsi e aprire il negozio Casa Ukraina, aveva lavorato come artista di circo. Il suo numero consisteva nell’effettuare esercizi al trapezio e alla fine appendersi per i capelli. In quel di Tocopilla, luogo incollato alle colline del deserto di Tarapacà dove non aveva piovuto per tre secoli di fila, l’inverno torrido era un’attrazione irresistibile per ogni genere di spettacoli. Tra questi arrivò il grande circo Las Aguilas Humanas, le Aquile Umane». Finì che gli misero in braccio un cucciolo di leone con pochi giorni di vita.

«Posai la bestiola sulla pista ricoperta di segatura e mi misi a giocare con lui. Mi ero semplicemente trasformato in un altro cucciolo di leone. Assorbivo la sua essenza animale, la sua energia». Naturalmente il distacco è, per il piccolo Jodorowsky, drammatico. Ma quando si calma, ecco il miracolo: «Sentii che i miei pugni avevano la forza del grosse zampe del leoncino. Scesi alla spiaggia (…) e lì, sentendo di avere il potere del re degli animali, sfidai l’oceano». A sassate.

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