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Povertà, politica e soccorsi umanitari

marzo 28th, 2010 Posted in Psicologia, Spiritualità

È di dieci anni fa questo libro del filosofo Umberto Galimberti, Orme del sacro, un’imperdibile  pietra miliare nella selva di testi scritti sull’argomento. Riporto questi stralci perché dal Duemila, anno del giubileo, a oggi nulla è cambiato.

«La povertà non è solo mancanza di cibo, non è solo un incontro quotidiano con la malattia e con la morte, l’estrema povertà è la fuoriuscita dalla condizione umana e insieme la sua riapparizione come incidente della storia, che fa la sua comparsa televisiva quando i conduttori della storia passano da quelle lande disperate che un giorno chiamavamo “terzo mondo” e che ora, visti i tenori di vita raggiunti dal primo mondo, potremmo chiamare “non-mondo”, puro incidente antropologico, non dissimile da quegli incidenti geologici o atmosferici, che sotto il nome di terremoto o alluvione, chiedono soccorso».

«M cos’è un “soccorso umanitario” se non la latitanza della politica? E qui non penso alla politica che fa gli affari con la fame nel mondo, penso alla politica come al non-luogo della decisione, perché la decisione avviene altrove, in quell’altro teatro, l’economia, che da due secoli a questa parte ha ridotto la politica a un siparietto di quinta, dove ha luogo la rappresentazione democratica di interessi che operano dietro la scena e lontano degli schermi. La presenza dei giacimenti di petrolio ha deciso fulmineamente la guerra del Golfo, la mancanza di questi giacimenti ha fatto marcire la guerra in Bosnia e poi in Kosovo, quindi la guerra in Somalia, e oggi sulla frontiera tra Zaire e Ruanda, per non parlare della Costa d’Avorio dove non si muore di malattia, ma di fame e di machete». (…)

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