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Narici e cervello

febbraio 17th, 2010 Posted in Psicologia, Spiritualità

La prima grande rivoluzione che possiamo attuare dentro di noi è quella della respirazione, o più precisamente, dell’inspirazione e dell’espirazione, visto che avviene in tempi diversi, che si rincorrono. Una di quelle cose che diamo per scontate, a cui non pensiamo mai se non perché ci manca il fiato quando abbiamo dato troppa corda al cane, quando siamo in montagna, quando la quantità di polveri sottili è alle stelle, o ancora quando temiamo qualcosa, siamo in una situazione di pericolo. In quest’ultimo caso in particolare, non riusciamo né a inspirare né a espirare, se non prendendo coscienza di quello che ci sta accadendo. La paura è una forza arcana che dobbiamo riuscire a  trasformare.

Da secoli l’alimentazione ayurvedica, lo Yoga, il Nada Yoga o Yoga del suono e quello  della respirazione hanno cambiato in meglio la vita di milioni di persone in ogni angolo del mondo. È un sistema a incastro: ne conosci una parte e ti viene la frenesia di saperne di più, sempre di più. Non ti basta mai. È una droga. Ho sviluppato anch’io questo genere di dipendenza. Così ogni volta che mi sento stanca, che un’allergia mi disturba, che manderei tutto e tutti in quel paese, mi abbandono al respiro di fuoco. Respiro cioè a stantuffo, con il ventre – lo gonfio inspirando e lo sgonfio espirando – soffiando come se fossi una locomotiva, calcolando più o meno due cicli al secondo, e contando fino a cento. Funziona sempre, qualsiasi sia il problema da affrontare. Il sangue circola, l’ossigeno sale al cervello, e ci si sente rinnovati nel corpo e nello spirito.

A proposito di respirazione, ho trovato queste righe in uno dei libri della mia biblioteca. Il titolo del capitolo è già un programma.

A ogni cervello la sua narice

«Yin e yang, Ida e Pingala, sistema nervoso parasimpatico e simpatico. Quale che sia la sua tradizione, empirica o scientifica, l’essere umano avverte che il segreto della felicità e della salute passa per l’equilibrio delle due forze che lo attraversano. La respirazione è l’espressione più evidente di questo antagonismo. Inspirazione, espirazione: i movimenti sono opposti e complementari. Costituiscono il motore stesso della vita».

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