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Ku Nye, il massaggio del popolo delle nevi. Prima parte

dicembre 30th, 2010 Posted in Felicità, Libri, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

Mandala della medicina tibetana, immagine scaricata dal web

Ho incontrato a Milano Daniela Crucitti, massimo esperto italiano di Ku Nye – il massaggio tibetano basato sui Quattro Tantra – e le ho chiesto di parlarci di questa tecnica.

Cos’è il Ku Nye?

«È uno dei trattamenti contemplati dalla Medicina Tradizionale Tibetana (MTT) per il riequilibrio dei tre Umori, le tre energie bio-fisiologiche che, quando sono in stato di armonia fra loro, garantiscono il nostro stato di benessere e di salute».

Qual è la sua etimologia?

«Viene da Ku, oleazione, e da Nye, conciare la pelle degli animali».

A quando risale?

«I primi scritti risalgono al 1900 a. C., cioè a 3900 anni fa. I testi sono stati via via arricchiti fino ad arrivare, nell’VIII secolo d. C., alla codificazione dei Quattro Tantra».

Cosa sono i Tantra?

«Sono i testi fondamentali di questa millenaria scienza di guarigione. Sono composti da 1140 pagine e corredati da centinaia di testi contenenti commenti, cataloghi dell’antica farmacopea e centinaia di illustrazioni. Tutti insieme formano il sistema medico tibetano».

Cosa sono gli umori a cui accennava?

I tre umori sono Vento, Flemma e Bile e corrispondono rispettivamente al sistema nervoso, alle funzioni dell’anabolismo e del sistema linfatico e alle funzioni cataboliche e cardio-circolatorie. Si è in buona salute quando i tre umori sono in equilibrio. Se uno di questi è preponderante, si formerà un accumulo di energia nel relativo organo. Accumulo che poi straborderà e invaderà altri canali e la sede di altri umori, provocando così la malattia.

In cosa consiste il Ku Nye?

«La prima fase consiste nell’oliazione vera e propria partendo da punti specifici, anche energetici, e nel far penetrare l’olio medicato e riscaldato – generalmente di sesamo o di mandorle con l’aggiunta di specifiche essenze – su alcuni punti ritenuti particolarmente importanti. Poi si lavorano la muscolatura, i meridiani, alcuni canali speciali che non sono legati agli organi come nella Medicina Cinese, ma sono a se stanti e in numero inferiore. Si usano anche dei piccoli ausili esterni, come la moxa o speciali bastoncini che, quando vengono picchiettati sulla pelle, danno origine a una vibrazione che ha un’azione ancora più potente del massaggio. Si utilizzano anche delle pietre per lavorare sui meridiani e sui muscoli; le conchiglie di madreperla per curare i problemi del sistema nervoso, distendere le rughe e agire come antirughe; le compresse di sale caldo per dare calore a determinati punti».

Quali sono i benefici di questo particolare massaggio?

«L’eliminazione delle tossine, il ringiovanimento dei tessuti, l’incremento della vitalità e un profondo rilassamento fisico e mentale. Agisce anche da analgesico, lenisce i disordini del sistema nervoso e dei disturbi a esso collegati: tensioni muscolari, ansia, agitazione, stress, insonnia,  depressione».

Mi sembra un massaggio ricco e personalizzato.

«Offre tantissime possibilità di guarigione e dal mio punto di vista è più ricco di tante altre terapie manuali, anche dello Shiatzu».

Che immagino lei conosca.

«Sì, l’ho praticato per dieci anni prima di mettermi a studiare il Ku Nye nel 1991. A volte uso ancora alcune sue tecniche specifiche.

Come mai ha deciso di imparare proprio il Ku Nye?
«Mi interessa il suo particolare legame alla connessione “mente-corpo-energia”, che è l’assunto di base della medicina tibetana, secondo cui le emozioni costituiscono l’80 per cento degli squilibri degli umori.

Oggi lei è un’istruttrice a livello internazionale. Insegna anche in Italia?

In diverse città, tra cui Milano – dove vivo e lavoro – e nella Svizzera italiana.

Quanto durano i corsi?

Ci sono tre livelli di studio. Il corso completo consiste in un seminario di dieci giorni suddivisi in cinque week-end all’anno, per tre anni. Nel corso base si affrontano tutte le tecniche di massaggio con le mani, l’uso delle pietre e delle conchiglie, le basi della medicina tibetana, la spiegazione dei tre alberi, lo studio dei cinque elementi, la sintomatologia, l’interconnessione del corpo secondo la medicina tibetana. Il secondo livello è concentrato sulle terapie esterne, dal riequilibrio dei chakra all’uso della moxa, ai bastoncini, alla balneoterapia. Nel terzo livello si imparano la diagnostica e la patologia. Si studiano le urine, i polsi, la diagnostica del corpo e dei cinque sensi, della carnagione, degli occhi, della sclera, delle unghie; la patologia generale – come si formano le malattie – le patologie del vento, della bile e della flemma. Un bel viaggio nella mente e nel corpo.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere a

dancrucitti@iattm.net

www.mindproject.com

Per approfondimenti sulla medicina tradizionale tibetana, ci si può abbonare al TTM Journal.

Particolarmente interessante Il Buddha e l’arte della guarigione. La riscoperta dei dipinti tibetani, di John F. Avedon, Fernand Meyer, N. D. Bolsokhoeva, K. M. Gerasimova, Tamdin S. Bradley, Rizzoli, RCS LIbri, Milano, 1998.

La seconda parte verrà pubblicata il 3 gennaio 2011.

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