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Vapori e vaporiera

marzo 14th, 2009 Posted in Diario di cucina, Ricette Trieste

Sono cresciuta a Trieste, notoriamente la più orientale delle città di mare italiane e i miei primi ricordi sono legati ai vapori, le navi da carico che salpavano dal porto la mattina presto mentre mia madre cercava di farmi lavare. Tutte le mattine la stessa storia, tutte le mattine lo stesso suono: quello delle navi che partono e che arrivano salutando la città con tre fischi. Noi non abitavamo vicono al mare, ma quell’annuncio arrivava dappertutto, fino a piazza Garibaldi e oltre. Così, ogni volta che uso la vaporiera è come se mi sentissi di nuovo a casa.
La mia pentola a vapore non è altamente tecnologica. È tonda ed ha un coperchio ancora più tondo, nel senso che è bombato e ha un pippolino cilindrico di legno che dovrebbe essere un manico. Questo ce l’abbiamo messo noi quando si è rotto l’originale di bachelite. Carlotta, così l’abbiamo battezzata, è di alluminio ed è composta da un contenitore per l’acqua, da due strati con i buchi, quasi servissero a cuocere le castagne, e dal famoso coperchio.

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