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Birra, frutta e altri imbrogli

marzo 14th, 2009 Posted in Diario di cucina

Se si cuociono le verdure in pentola a pressione o nella vaporiera, si userà la loro acqua di cottura per cuocere la pasta o i risotti, in sostituzione dell’acqua e dado, che poi alla fine ha sempre lo stesso gusto.
Si può fare a meno anche del soffritto. Basta bollire le cipolle affettate in un po’ d’acqua per dieci minuti, grigliarle in una pentola antiaderente e procedere alla cottura dei sughi.
Per prevenire un’eccessiva formazione d’acqua, la pentola di coccio andrà, appoggiata sul fondo del forno. Se la precauzione non bastasse, a cottura ultimata si farà ritirare il sugo sul fuoco nella solita padella antiaderente.
La birra e la frutta, poi, risolvono brillantemente il problema dell’arrosto senza condimenti. L’aroma della birra, meno aromatico del vino, si amalgama meglio col cibo e si può usare prati: nei risotti, nei sughi, negli arrosti, sui petti di pollo alla griglia che, se tagliati troppo grossi, stentano un po’ a cuocere.
La frutta alleggerisce la compattezza delle carni e addensa naturalmente il sugo. L’uva, ad esempio, va molto d’accordo sia con il tacchino che con il filetto di maiale, che peraltro, a seconda della stagione, predilige mele e prugne.

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