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Benessere, spiritualità, massaggi e buona cucina alla Presolana

Presolana, Alpi Orobiche, BergamoMa chi l’ha detto che la ricerca del benessere, della pace, della spiritualità,  devono portare all’assenza del piacere, alla rinuncia di sapori, odori, profumi, al ritiro dei sensi?

Per ricredersi basta passare un fine settimana all’Hotel Milano – località Bratto, frazione di Castione della Presolana, in Valseriana, sulle Alpi Orobie sopra Bergamo – e le agognate 48 ore di relax diventano una supervacanza.

Ambiente magnifico e semplice allo stesso tempo, cucina meravigliosa, vini di gran qualità, e poi una spa di tutto rispetto con piscina, idromassaggio, massaggiatrici che dire esperte è poco: questo e molto altro è l’Hotel Milano. Il tutto condito dall’ospitalità sincera e raffinata della famiglia Iannotta, in particolare dalla  signora Maria Tomasoni Iannotta che, passati gli Ottanta, ancora dirige la cucina, e dal figlio Roberto.

Per festeggiare le nozze d’oro con i fornelli, la signora Iannotta ha anche scritto un libro – La mia cucina di montagna – che racchiude nelle sue ricette tradizionali l’essenza gastronomica delle Alpi Orobie. Libro che può vantare la prefazione affettuosa di Gualtiero Marchesi, il cuoco dei cuochi, che definisce l’autrice “Cuoca Maxima”.

Gli Iannotta sono una famiglia molto speciale che accoglie gli ospiti con tali e tante attenzioni e prelibatezze gastronomiche – dalle marmellate della prima colazione alle torte del brunch della domenica, dalle crepes ai funghi porcini, al brasato e ai mini tortini di patate, solo per citarne alcuni – che salutarli per ritornare a casa è davvero difficile.

È di tutte queste meravigliae che hanno potuto godere i finalisti della prima edizione del Premio Alpen di Bratto della Presolana, istituito con il patrocinio del Ministero del Turismo e della Regione Lombardia (vinto da Marco Venturino con Le possibilità della notte) che si è tenuto proprio all’Hotel Milano. Il premio nazionale di letteratura del benessere, assegnato il 6 agosto 2011, è dedicato all’opera che meglio illustri pratiche, tecniche, modalità, stili di vita, studi, ricerche che aiutino a migliorare il benessere della persona nella vita di tutti i giorni.

Il benessere e l’elevazione spirituale vanno di pari passo con l’amore per l’altro, con l’affetto, con  le coccole sincere.

All you need is love.

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Letture per le vacanze

Ultimi giorni, questi di luglio, per comperare i libri da mettere in valigia.

La casa editrice Corbaccio propone Il potere autentico delle relazioni. Il segreto di una perfetta armonia, di Gary Zukav.

Secondo Zukav – americano del Midwest, laurea in relazioni internazionali a Harvard, e poi in psicologia;, ex ufficiale delle Forse Speciali dell’esercito degli Stati Uniti in Vietnam – l’umanità si trova di freonte a una rivoluzione copernicana. Gli esseri umani che basano la loro esistenza sulla realtà fisica, sui loro cinque sensi, stanno per scomparire. Si moltiplicano invece coloro che hanno una maggiore attenzione alla vita interiore. Una nuova “specie” che percepisce distintamente la propria anima. Se i primi vivono per soddisfare i propri bisogni, i secondi hanno come unico obiettivo la crescita spirituale attraverso la multisensorialità. Gli esseri umani multisensoriali, la nuova umanità, conosceranno e applicheranno le Tre Leggi dell’Universo: quella universale della creazione, quella di causa-effetto, e quella dell’attrazione.

Zukav ccrede che tutti noi saremo chiamati a progredire e a evolvere per trasformare la nostra interiorità attraverso un percorso di consapevolezza che il lettore può sperimentare durante la lettura. Cambiamento che porterà l’umanità a incontrare e possedere l’autentico potere spirituale.

Zukav ha pubblicato besteseller quali La danza dei maestri Wu Li la fisica quantistica spiegata in modo comprensibile a tutti, vincitore dell’American Book Award for Science (Corbaccio e Tea); Una sedia per l’anima, Da anima ad anima e, come coautore, Il cuore dell’anima e La mente dell’anima. Con Linda Francis ha fondato il Seat of the Soul Institute.

L’altro libro da portare in vacanza è La nuova biologia della salute. Finalmente la soluzione che stavamo aspettando di Matt Traverso, pubblicato in Italia da Tecniche Nuove.

Per chi si occupi professionalmente di salute e benessere, il volume non aggiunge nulla di particolarmente nuovo, ma è molto utile e chiaro per chi affrontasse l’argomento per la prima volta. In questo caso va letto subito, in vacanza appunto, per evitare errori di alimentazione fin dai prossimi giorni. Perché il libro è una sorta di mini-enciclopedia – meno di 150 pagine e copertina morbida – con tanto di bibliografia, indirizzi di medici olistici da consultare in Italia, e con una dettagliatissima tabella dedicata all’alcalinità dei cibi.

Traverso invita infatti a «dimenticare tutto quello che pensi di sapere sulla salute. La maggior parte delle cose che sai e che pensi di sapere sono sbagliate. Sfatiamo insieme questi miti che ci stanno uccidendo come società». Come direbbe George Orwell – tra l’altro citato dall’autore – in tempi di inganni universali, dire la verità è un atto rivoluzionario. E quale sarebbe questa verità? Che la salute viene da dentro, e si perde sempre a partire da dentro. Un adagio che le nostre nonne conoscevano bene e che è valido ancora oggi.

Ha perfettamente ragione Traverso. L’origine di molti dei nostri problemi di salute è nascosta in ciò che mangiamo.

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Ku Nye e medicina tibetana: corsi di formazione a Milano3

gennaio 3rd, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Psicologia, Spiritualità, Storie di cucina

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dal web

22-23 gennaio 2011

19-20 febbraio 2011
19-20 marzo 2011
9-10 aprile 2011
21-22 maggio 2011

Corso di Ku Nye di I° livello a Milano
presso il Centro Mindfulness Project
condotto da Daniela Crucitti.

Rivolto a  infermieri, fisioterapisti, operatori di medicina olistica

Il Ku Nye è uno dei trattamenti contemplati dalla Medicina Tradizionale Tibetana (MTT) per il riequilibrio dei tre Umori: Vento (sistema nervoso), Bile (funzioni cataboliche e cardio-circolatorie) e Flemma (funzioni dell’anabolismo e del sistema linfatico), le tre energie bio-fisiologiche che, quando sono in stato di equilibrio fra loro, garantiscono lo stato di benessere e di salute dell’individuo.
Gli effetti benefici del Ku Nye includono l’eliminazione delle tossine immagazzinate nel corpo, il ringiovanimento dei tessuti, l’incremento della vitalità, un profondo rilassamento fisico e mentale, la riduzione di vari tipi di dolori e il lenimento di disordini del sistema nervoso come tensioni muscolari, stress, insonnia, agitazione mentale, depressione e ansia.

L’intero corso si completa in 3 anni.

Il 1° livello è incentrato sulle basi teoriche della MTT, sulle molteplici tecniche di massaggio con mani, pietre e conchiglie e sulla digitopressione e il trattamento di punti e meridiani.

Agata e altri minerali. © Daniela Crucitti 2010.

Durata:  5 week end. È previsto il rilascio dell’ attestato di frequenza.
Orario  sab e dom 10-13 e  14,30-17,30
Costo:  860 euro

Tutti i seminari sono tenuti dall’istruttrice internazionale IATTM di Ku Nye Daniela Crucitti, allieva del Dr Nida Chenagtsang, direttore e medico responsabile dell’International Academy for Traditional Tibetan Medicine.

Iscrizioni: Mindfulness Project 346 8461065 centromilano@mindproject.com
Informazioni: IATTM Italia Daniela Crucitti 333 8450432 dancrucitti@iattm.net

L’intervista con Daniela Crucitti è stata pubblicata il 30/12/2010
La terza parte del servizio, dedicata all’Albero della Salute e della Malattia, sarà pubblicata il 7 gennaio 2011

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4. Pranayama e Succo di sedano

Sono una fortunata che non ha bisogno di caffeina o di teina per tenere alta l’attenzione e il morale. Ma sono un fan del tè verde giapponese Sencha o la versione cinese al gelsomino, fresco però, appena colto – mattina, pomeriggio, sera, pranzo, cena – perché entrambi hanno un aroma e un sapore fantastici e perché mi sembra che tengano sotto controllo i grassi, non che ne abbia bisogno. Purtroppo questi tipi di tè sono astringenti, quindi mi provocavano dolori allo stomaco e alla cistifellea, e mi tengono all’erta più di quanto ne abbia bisogno, tanto più che non ne ho proprio bisogno. Come fare allora per togliersi il vizietto? Ho preso la situazione di petto e li ho regalati. Poi sono andata a comperare il tè Bancha – quello dei “tre anni”, con gli stecchettini rinsecchiti e il retrogusto di tabacco – ma non è profumato quanto quello verde e, poi, sempre tè è, anche se contiene molta meno teina. Il Bancha langue da mesi in un bellissimo contenitore che mi aveva regalato anni fa la mia amica Françoise Kirkland prima che lasciassi definitivamente Los Angeles per fare rientro in patria. Finirà regalato anche quello, il Bancha, non il contenitore, che non darei via per nessun motivo.

© Cetriolo (immagine scaricata dal web)

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Capodanno, ostriche e Casanova

dicembre 31st, 2009 | No Comments | Posted in Alimentazione, Natale, Storie di cucina

Raffinata e gustosa, l’ostrica è il modo migliore per concludere degnamente la fine dell’anno sia che si scelga di organizzare un grande party sia che si opti per una cenetta intima e romantica. La leggenda che le ostriche siano afrodisiache è in relazione all’alto contenuto di vitamine del gruppo B e ai sali minerali, in particolare lo zinco. A questo proposito si narra che Giacomo Casanova – famoso per le sue avventure galanti – fosse un estimatore di ostriche e che iniziasse la giornata mangiandone 50 a colazione. I molluschi si servono crudi in piatti da 12 dopo averne pulito il guscio ma senza sciacquarli.

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Vischio, o la scopa del fulmine

dicembre 29th, 2009 | No Comments | Posted in Alimentazione, Natale, Storie di cucina

Il vischio – pianta ritenuta magica e curativa che non affonda le radici nella terra ma vive sulla corteccia di alcuni alberi – è uno dei simboli del solstizio d’inverno. Per queste sue caratteristiche, in passato, i popoli del Nord Europa ribattezzarono il vischio “scopa del fulmine”, in quanto credevano che nascesse dall’impatto tra un fulmine e il tronco di un albero.

Secondo la leggenda, la scintilla che ne scaturisce sarebbe un’emanazione divina e il suo significato intrinseco è strettamente legato al concetto alchemico di Oro filosofale, tanto più che il ramo di vischio assume una bella colorazione dorata qualche mese dopo essere stato tagliato. Questa è la ragione per cui, ancora oggi, si regala il vischio a Natale.

Prima della nascita di Gesù, la pianta era associata a Venere, dea dell’amore, ed è a lei che si rifà l’usanza di baciarsi sotto il vischio.

Con l’avvento della religione cristiana, il concetto di amore tra due persone fu esteso all’umanità intera.

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Melagrana

dicembre 28th, 2009 | No Comments | Posted in Alimentazione, Natale, Storie di cucina

L’albero del melograno – Punica granatum – cresceva originariamente nel Punjab, in India, e nei territori  che si estendono a sud del Caucaso, da dove si è diffuso in Asia Minore e poi nel bacino del Mediterraneo.

La pianta è da sempre considerata simbolo di fecondità, femminilità e prosperità. Nel libro dell’Esodo, Dio ordina ad Aronne, fratello maggiore di Mosé, di far ricamare sul bordo della sua veste sacerdotale “melegrane di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto” in segno di sacralità. E re Salomone fece scolpire melegrane sui capitelli delle colonne del suo palazzo, assurgendo questi frutti a coroncina, anche a simbolo di regalità.

Nell’iconografia medioevale e rinascimentale la melagrana aperta è simbolo di amore. Nella Madonna della melagrana dipinta dal pittore fiorentino Sandro Botticelli (1445-1510), il frutto aperto che lascia vedere i semi rappresenta tra l’altro la Fondazione della Chiesa in cui sono riuniti i popoli della Terra e le loro tradizioni.

If you look at a list of the most popular Christmas songs, you’ll find that the writers are disproportionately Jewish: Irving Berlin’s “White Christmas,” “The Christmas Song” (yes, Mel Tormé was Jewish), “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!,” “I’ll Be Home for Christmas,” “Silver Bells,” “Santa Baby,” “Rudolph the Red-Nosed Reindeer” and “Winter Wonderland” — perennial, beloved and, mostly, written for the sheet music publishers of Tin Pan Alley, not for a show or film.

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Lenticchia, Giacobbe e Esaù

dicembre 27th, 2009 | No Comments | Posted in Alimentazione, Natale, Storie di cucina

Fin dall’antichità, la lenticchia ha ispirato simboli, usanze e proverbi.

La tradizione vuole che sia di buon augurio mangiare le lenticchie a Capodanno perché assomigliano a delle monetine, mentre il modo di dire “per un piatto di lenticchie” è ispirato a un dialogo tra Giacobbe, il capostipite del popolo ebraico, e il fratello gemello Esaù tratto dalla Genesi, in cui Esaù, stanco e affamato, accettò di cedere al fratello il diritto di primogenitura appunto “per un piatto di lenticchie”.

Da allora, l’espressione definisce un corrispettivo inadeguato al valore di ciò che si dà in cambio.

Manhattan sul Pacifico

maggio 9th, 2009 | No Comments | Posted in Storie di cucina, Storie Usa

In California ci siamo raffinati nell’arte tutta americana del barbecue. Il nostro maestro indiscusso era Christian. Christian si trasferì a Los Angeles una sera di marzo. Aveva lasciato New York che ancora nevicava. Lo accolse una California in versione eterna primavera, una di quelle notti magiche in cui ti chiedi se è l’aria che sa di mimosa o se sei tu che hai esagerato con il profumo. Christian lavorava per una banca tedesca. Sua moglie, Lisanne, lavorava per una casa editrice americana. Prima di partire lei ci telefonò esponendoci uno strano problema: ma a Los Angeles dove si lava la biancheria? Dapprima non capimmo. La biancheria si lava in lavatrice, o no? Poi ci ricordammo che a New York, visto lo spazio ridotto, generalmente non si tengono lavatrice e asciugatrice in casa, ma ogni palazzo ha un locale comune negli scantinati che serve tutti gli inquilini. A Los Angeles non è così e si possono tenere gli elettrodomestici dove si vuole: in casa, nel retrocucina o in garage. Ma la domanda era sintomatica della percezione che i nuovaiorchesi hanno della California, terra selvaggia. Pensammo: speriamo bene.

Insomma Christian arriva e, per combinazione, trova casa a Mandeville Canyon, a duecento metri da noi. E la prepara per l’arrivo di Lisanne: mobili, frigorifero, lavatrice e asciugatrice, appunto, stereo e una quantità sterminata di compact disc.  Tutto molto sobrio, tutto molto, come dire, stile film Woody Allen,  stile Manhattan sul Pacifico. Anche l’auto di Christian, una Audi con cambio manuale, era nuovaiorchese. A Los Angeles nessuno vuole avere a che fare con un cambio manuale.
Una sera ci chiama. Venite, venite. Due minuti dopo siamo lì, un po’ preoccupati. L’auto è parcheggiata nel vialetto, con un enorme scatolone che spunta dal bagagliaio. Hasty Bake? Barbecue? Christian ha comprato un barbecue Hasty Bake? Christian è in blue jeans, scarpe da ginnastica bianche e T-shirt di Banana Republic? Christian, un filo abbronzato, con la musica dei Mamas & Papas che sognano California? Christian ha acceso le luci della piscina? Christian ha ordinato, per catalogo, legna pregiata per il barbecue, per dare alla carne una profumazione particolare? Christian dalla cucina urla: se mi date una mano stasera vi faccio un barbecuecon salsa ai peperoni. Non possiamo crederci.

SALSA DI PEPERONI
Ingredienti per 4 persone
4 grossi peperoni rossi e carnosi
sale, pepe nere macinato al momento, olio extravergine di oliva
Grigliare i peperoni. Spellarli, togliere i semi e passarli al setaccio. Mettere la purea  in una ciotola e, se necessario, aggiustare di sale e di pepe e aggiungere 1 o 2 cucchiai di olio. Portare in tavola a temepratura ambiente per accompagnare il maiale e le costine cotte al barbecue.

Lisanne arrivò un mese dopo. Trovò praticamente un marito diverso da quello che era partito da New York – nel frattempo Christian si era anche comprato una moto BMW R80 – di lì a poco anche lei smise i completi eleganti nuovaiorchesi e un giorno ce la vedemmo arrivare davanti a casa a bordo di una Ford Mustang decappottabile blu pervinca, Rayban da sole, maglietta, shorts. «Hi, guys», salve ragazzi, vado alla spiaggia. Anche Arturo era rimasto a bocca aperta. Si era seduto accanto alla Mustang incerto se scodinzolare. Chi diavolo era quella?

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Nastradamus i cosmetici e le conserve

aprile 29th, 2009 | No Comments | Posted in Storie di cucina

Michel de Nostredame, in arte Nostradamus, è conosciuto per le sue Centurie Astrologiche che da cinquecento anni a questa parte vengono consultate ogniqualvolta accade un evento straordinario che sembra sia stato già predetto e previsto dal più famoso veggente della storia. Eppure Nostradamus detestava gli astrologi e li trattava da barbari idioti. La sua vera passione erano le pozioni, i filtri d’amore e le ricette di marmellate che, raccolte in un libretto, dedicò  alla “magnificenza illustrissima di una grande principessa”, ovvero Caterina dei Medici, regina di Francia.

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