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Comprato, letto, provato

Ingiustizia, Abbandono, Rifiuto, Tradimento, Umiliazione. Sono le Cinque Ferite che accompagnano la vita di ognuno di noi e contribuiscono a determinare il nostro modo di affrontare gli assilli quotidiani. Questo crede, e dimostra, Maria Rosa Fimmanò* nel suo libro Risolvere le Cinque Ferite. Trasformarle in vantaggi per vivere meglio (editore Trevisini, Milano, Ottobre 2014, € 14,50). Un manuale assolutamente originale – nessuno ci aveva finora spiegato come risolvere i problemi legati alle nostre ferite più profonde – chiaro, ricco di spunti e che, soprattutto, si legge come un romanzo: il romanzo dell’Esistenza.

Una volta individuati, prima di soccombere allo stress, è il caso di liberarci di questi problemi. Perché risolvere le Cinque Ferite vuol dire eliminare gli aspetti di noi che non gradiamo e invece accogliere gli elementi positivi a loro connnessi come fossero una risorsa che ci permette di esprimere meglio la nostra personalità.

La parte pratica del libro – una trentina di pagine – ci sfida a una divertente autoanalisi, a trovare cosa ci affligge e a provare gli esercizi fino a quando non si ottengono i risultati sperati. Che arriveranno di sicuro, con il minimo sforzo possibile: cinque minuti al giorno per qualche settimana. Esercizietti che si possono praticare ovunque, in vasca da bagno o fermi in macchina al semaforo da cui non ci si riesce a schiodare proprio per quei cinque minuti che ci servono. Quando si dice che la fortuna ci assiste.

Un libro festoso, lungi dall’essere banalmente terapeutico e senza la pretesa di psicanalizzare a tutti i costi. Un manuale da usare anche come originale e istruttivo gioco di società in una serata con nuovi e vecchi amici, in spiaggia o a Capodanno. Non solo per prenderci in giro, ma anche per scoprire il lato nascosto di chi ci piacerebbe diventasse il nostro nuovo amore. Come diceva Honoré de Balzac, «per giudicare un uomo bisogna almeno conoscere il segreto del suo pensiero, delle sue sventure, delle sue emozioni».

Un libro da leggere e mettere in pratica assolutamente.

* Maria Rosa Fimmanò è direttrice dell’Istituto di Kinesiologia e Neuro-Training “Kinergia”. Laureata in discipline scientifiche, ha proseguito il suo aggiornamento all’estero e ha reso disponibile per la prima volta in Italia il percorso di Neuro-Training®, l’evoluzione della Kinesiologia. Relatrice ai congressi internazionali, docente per vocazione, si dedica anche alla ricerca e ha messo a punto numerose tecniche, in particolare quella delle Cinque Ferite. Tiene corsi e conferenze in varie città d’Italia e collabora attivamente con Andrew Verity, l’ideatore del Neuro-Training.

 

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Kundàli e Kundalini in salsa sikh

La dea Kundàli, il serpente Kundalini e lo Yoga Kundalini costituiscono la triade real-metaforica che attraversa il Novecento da Est a Ovest, dal Punjab alla California passando per il Canada, incrocia i Figli dei fiori e offre loro la possibilità di rinfrescare l’energia prostrata dall’uso intensivo di droghe più o meno pesanti. La magia di questo incontro è offerta dalle pratiche di Kundalini Yoga che risvegliano, per l’appunto, nel corpo umano, il serpentello simbolicamente avvolto alla base del perineo.

Siamo nel 1968 e i tempi sono maturi per un successo internazionale: sulla scia dei Beatles che vanno in India, nell’ashram di Maharishi, a imparare la Meditazione Trascendentale, il maestro sikh Yogi Bhajan (1929-2004) viene eletto guru di un’intera generazione americana e non solo. Nel 1969, sempre negli Stati Uniti, costituisce la 3HOHealthy, Happy, Holy Organization, una fondazione rappresentata alle Nazioni Unite che si occupa della salvaguardia e della diffusione delle pratiche e dei valori del Kundalini Yoga, del Tantra Bianco, della Numerologia tantrica e dell’arte curativa del Sat Nam Rasayan, di cui è pure maestro – e nel 1972 getta le basi del Kundalini Research Insitute con sede a Española, nel New Mexico, a cavallo della contea di Rio Arriba e quella di Santa Fe. Da allora e al di là del primo manipolo di beatniks – la disciplina millenaria dello “Yoga della Consapevolezza” o” Yoga degli angoli e triangoli”, com’è anche conosciuta, è praticata da qualche milione di persone in tutto il mondo e i risultati che se ne ottengono sul piano fisico-mentale-spirituale sono stati scientificamente dimostrati: si tratta di benefici al sistema cardio-vascolare, ghiandolare, nervoso, digestivo e linfatico, senza dimenticare la diminuzione di ansia e stress. La mitica California non sbaglia mai.

Yogi Bhajan

E proprio sulla dea serpente Kundali, e del relativo Kundalini Yoga secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan, che è imperniato il libro  La Kundalini. L’energia divina in noi (Editore Xenia, pagg 128, euro 7,50) scritto a quattro mani da Maria Angelillo – indologa, antropologa, etnologa, docente universitaria e molto altro (le etichette sono sempre riduttive) – e Stefania Kudrat Kaur Floreani – insegnante certificata di Kundalini Yoga come codificato da Yogi Bhajan e allieva di Guru Dev Singh, a sua volta allievo storico e prediletto di Yogi Bhajan. Stefania è altresì naturopata, consulente esperta, tra l’altro, nella terapia a base di gocce Bach e relativo massaggio, nonché ricercatrice spirituale, instancabile viaggiatrice e accompagnatrice, ovviamente spiritual-turistica, nelle terre sacre dell’India.

Sant Singh Sahib Guru Dev Singh Khalsa

Un libro piccolo ma di grande importanza e impatto: poco più di cento pagine fitte fitte, scrittura superba e pertanto perfettamente comprensibile nonostante la difficoltà dell’argomento, ricco di note (la prima parte si legge come fosse un romanzo a sfondo storico; la seconda,  si può anche usare come piccolo manuale di Kundalini Yoga), frutto della profonda conoscenza ed entusiasmante passione delle autrici. Inoltre, la documentazione minuziosa e l’approccio “scientifico” ma anche pratico per un tema tanto immateriale, astratto, incorporeo come questo – e, per i profani, pure immaginario – non lasciano nulla al caso.

Il libro si apre con la citazione dei versetti del II capitolo della Shiva Samhita: «In questo loto chiamato adhara, nel pericarpo, c’è la bella yoni triangolare, la cui esistenza è tenuta segreta in tutti i Tantra. Qui, in forma di lampo simile a liana, vi è la dea suprema, Kundàli, arrotolata in tre spire e mezza, che sta sulla bocca di Sushumna. Essa ha la forma della forza creatrice del mondo, è sempre impegnata nell’attività di creazione, è la dea della parola che non può essere descritta a parole, è sempre venerata dagli dei».

Scrive Maria Angelillo nell’introduzione: «La Kundalini rappresenta la traduzione microcosmica della Shakti, letteralmente “potenza”, il principio femminile che, nel Tantrismo, descrive l’aspetto dinamico della divinità: precipua del Tantrismo, infatti, è la concezione secondo cui è costituita dall’unione di due polarità opposte e indivisibili, di cui una maschile e una femminile, identificate rispettivamente in Shiva e Shakti, esemplificazioni della componente statica e dinamica della realtà».

Dea Shakti

Uno Yoga per tutti, spiega Stefania Floreani, che, «non prevedendo la rinuncia a nessuno degli aspetti materiali dell’esistenza e non richiedendo ai propri praticanti l’emancipazione dalle logiche che governano l’esistenza materiale e profana, ambisce a integrare nel suo sistema le comuni mansioni che scandiscono il corso della normale vita quotidiana con l’afflato spirituale». Afflato «che lega il praticante a Dio e si traduce in un sentimento di devozione amorosa che tende a quell’unione mistica in cui la coscienza individuale partecipa alla suprema Coscienza assoluta».

Non solo, «Yogy Bhajan eredita da Patanjali, l’attenzione nei confronti dell’indagine psicoanalitica della personalità umana: occorre, infatti, ricordare come per Patanjali lo Yoga sia innanzitutto “inibizione delle funzioni mentali”». Se poi aggiungiamo che Yogi Bhajan ha pure fuso insieme «le istanze filosofiche e soteriologiche proprie del Sikhismo» a cui aderì, è facile comprendere come il Kundalini Yoga – o Yoga della consapevolezza – abbia fatto breccia nel cuore di tanti giovani Figli dei fiori che vivevano, come lui, nella Los Angeles degli anni Settanta del secolo scorso, alla vigilia dell’era dell’Acquario. Un metodo potente, ma «sano ed equilibrato» che avrebbe riparato il loro cervello e il loro sistema nervoso dagli abusi di alcol e spinelli. Un metodo che avrebbero potuto replicare in qualsiasi momento e in cui convergono «22 differenti forme di Yoga (…) equiparate a un diamante formato da 22 sfaccettature» quali le «peculiarità proprie del Raja Yoga, del Mantra Yoga, del Laya Yoga, dell’Hatha Yoga».

Beatles in India

I migliaia di Asana (posizioni) spesso supportati dalla recitazione di una Mudra (posizione delle dita), di un Mantra o di Pranayama (controllo del soffio vitale) sono strutturati «all’interno di sequenze precise e non modificabili» chiamate Kriya – secondo Yogi Bhajan: azione in grado di far germogliare il seme – considerati alla stregua di vere e proprie mappe energetiche, grazie alle quali l’energia pranica e la Kundalini stessa possono liberarsi e orientarsi all’interno della struttura energetica del corpo umano». Se a tutto questo si aggiunge che «”le migliori virtù secondo il Sikhismo sono la compassione, la carità, la pazienza, la pietà, la contentezza, l’indulgenza, la clemenza, la purezza del cuore, l’umiltà, la dolcezza, la cortesia, la buona educazione, la generosità, la pace, la grazia, l’onestà, la tolleranza, la sincerità, la castità, la calma e la rettitudine”», il gioco è fatto. E scusate se è poco.

 

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Spiritualità e internet

agosto 15th, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Psicologia, Spiritualità

Qualche volta la spiritualità arriva a casa via mail, sottoforma di documentari brevi o corposi, note meravigliose, interpreti sublimi e altrettanto sublimi direttori d’orchestra.

Per gli appassionati di musica classica il sito è imperdibile. Entrate. Non rimarrete delusi.

Buon Ferragosto a tutti

Patrizia

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Cattedrali

luglio 28th, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Libri, Sorriso, Spiritualità

Luca Doninelli è un antropologo con il taccuino. È con il taccuino in mano che ha scritto Cattedrali (Garzanti), dove aveva annotato idee, pensieri, immagini, osservazioni, riflessioni, quando si era trovato a Londra, a Parigi, a New York, a Pechino, al Cairo, a Gerusalemme, a Betlemme, a Barcellona. Ma anche per le strade di Milano, la sua città.

Quello di Doninelli – scrittore vincitore di numerosi premi, docente universitario, allievo di Claudio Magris (né potrebbe essere diversamente) – è un excursus trasversale come se ne vedono pochi, a metà tra la cronaca, la riflessione sul paesaggio, il viaggio vero e quello a sfondo socio-spiritual-antropo-etnografico. Una scrittura ricca ma spedita che gli permette di mettere insieme senza stonature il Muro del Pianto e i grandi magazzini Harrods, la Città Proibita e il Grand Central Terminal, Les Halles e la Sagrada Familia. Perché sono «tutti edifici in cui si condensa lo spirito di una città. (…) Non importa se tra quelle pareti si onora un dio»

Per lui Betlemme è dove la bellezza del mondo si tramuta in cenere e dove le candele ardono perennemente. La Grande Piramide è cattedrale perché è custode delle antiche memorie.  La Città Proibita non ha un centro, non ha una sala del trono perché l’Imperatore era un dio, un’entità simile alle stelle e ai pianeti, al sole e alla luna, obbediente a una legge immutabile e incarnazione della stessa. La Sagrada Familia è un tempio. Il Muro del Pianto , una sinagoga all’aperto dove è palpabile la sensazione che il popolo d’Israele è davvero il popolo di Dio. Per contro, agli ebrei di New York non resta che andare a visitare una “cattedrale” vera con tanto di volta celeste: il Grand Central Terminal, la stazione più famosa d’America. Secondo Doninelli, la cattedrale vera di Parigi non è Notre Dame, ma è un buco per terra situato nel suo centro geometrico, una sorta di doppio fondo, quello che Emile Zola chiama il ventre di Parigi. In superficie, le cattedrali si chiamano Les Halles, Tour Eiffel, Moulin Rouge, così come Harrods è l’unica, la sola cattedrale di Londra, il suo tempio. E il Duomo di Milano? Non chiamatelo tempio o luogo di culto – dice Doninelli – esso è prima di ogni altra cosa la roccia voluta dal Demonio per avvolgere il corpo morto di Cristo affinché Lui non risorga. (…) Del resto i nostri antenati lo sapevano: per giungere alla purificazione dei peccati è necessario entrare nel cerchio del diavolo.

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Letture per le vacanze

Ultimi giorni, questi di luglio, per comperare i libri da mettere in valigia.

La casa editrice Corbaccio propone Il potere autentico delle relazioni. Il segreto di una perfetta armonia, di Gary Zukav.

Secondo Zukav – americano del Midwest, laurea in relazioni internazionali a Harvard, e poi in psicologia;, ex ufficiale delle Forse Speciali dell’esercito degli Stati Uniti in Vietnam – l’umanità si trova di freonte a una rivoluzione copernicana. Gli esseri umani che basano la loro esistenza sulla realtà fisica, sui loro cinque sensi, stanno per scomparire. Si moltiplicano invece coloro che hanno una maggiore attenzione alla vita interiore. Una nuova “specie” che percepisce distintamente la propria anima. Se i primi vivono per soddisfare i propri bisogni, i secondi hanno come unico obiettivo la crescita spirituale attraverso la multisensorialità. Gli esseri umani multisensoriali, la nuova umanità, conosceranno e applicheranno le Tre Leggi dell’Universo: quella universale della creazione, quella di causa-effetto, e quella dell’attrazione.

Zukav ccrede che tutti noi saremo chiamati a progredire e a evolvere per trasformare la nostra interiorità attraverso un percorso di consapevolezza che il lettore può sperimentare durante la lettura. Cambiamento che porterà l’umanità a incontrare e possedere l’autentico potere spirituale.

Zukav ha pubblicato besteseller quali La danza dei maestri Wu Li la fisica quantistica spiegata in modo comprensibile a tutti, vincitore dell’American Book Award for Science (Corbaccio e Tea); Una sedia per l’anima, Da anima ad anima e, come coautore, Il cuore dell’anima e La mente dell’anima. Con Linda Francis ha fondato il Seat of the Soul Institute.

L’altro libro da portare in vacanza è La nuova biologia della salute. Finalmente la soluzione che stavamo aspettando di Matt Traverso, pubblicato in Italia da Tecniche Nuove.

Per chi si occupi professionalmente di salute e benessere, il volume non aggiunge nulla di particolarmente nuovo, ma è molto utile e chiaro per chi affrontasse l’argomento per la prima volta. In questo caso va letto subito, in vacanza appunto, per evitare errori di alimentazione fin dai prossimi giorni. Perché il libro è una sorta di mini-enciclopedia – meno di 150 pagine e copertina morbida – con tanto di bibliografia, indirizzi di medici olistici da consultare in Italia, e con una dettagliatissima tabella dedicata all’alcalinità dei cibi.

Traverso invita infatti a «dimenticare tutto quello che pensi di sapere sulla salute. La maggior parte delle cose che sai e che pensi di sapere sono sbagliate. Sfatiamo insieme questi miti che ci stanno uccidendo come società». Come direbbe George Orwell – tra l’altro citato dall’autore – in tempi di inganni universali, dire la verità è un atto rivoluzionario. E quale sarebbe questa verità? Che la salute viene da dentro, e si perde sempre a partire da dentro. Un adagio che le nostre nonne conoscevano bene e che è valido ancora oggi.

Ha perfettamente ragione Traverso. L’origine di molti dei nostri problemi di salute è nascosta in ciò che mangiamo.

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Contaminazioni: un genere nuovo e necessario

luglio 6th, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Libri, Psicologia, Sorriso, Spiritualità

Religioni, psicoterapie, counselling filosofici si propongono all’Uomo di oggi come differenti risposte al male di vivere, ciascuna con la pretesa di essere ciò che può efficacemente funzionare, scrive Massimo Diana, docente di Psicologia della Diocesi di Novara, nel risvolto di copertina del suo libro: Contaminazioni necessarie.

Massimo Diana

Abbiamo bisogno della filosofia perchè solo essa conosce a fondo l’Uomo. Abbiamo bisogno della psicologia perché senza di essa non siamo in grado di svelare le dinamiche e le radici profonde dell’angoscia e il mondo oscuro dell’inconscio. Ma la psicologia, sradicata dalle sue origini filosofiche e mitico-religiose rischia, a sua volta, di perdere l’anima riducendola a mente o, più radicalmente ancora, a cervello. Questo le preclude la possibilità di comprendere a fondo il desiderio dell’Uomo e quel bisogno che solo una prospettiva assoluta o metafisica è in grado di colmare. Allora sono necessarie anche le religioni perché solo esse offrono una risposta definitiva all’angoscia, una risposta che consiste nell’esperienza di una relazione assoluta con l’Assoluto. Un’esperienza che ha bisogno del supporto delle immagini del Mito e si può sperimentare solo nella mediazione del Rito. Ma le religioni, misconoscendo l’inconscio, corrono il rischio di proiettare e reificare le immagine archetipiche e i simboli da cui hanno origine, riducendole a dogmi e dottrine in opposizione, incapaci di parlare all’Uomo del Terzo Millennio. Ecco perchè solo una contaminazione feconda tra filosofia, psicologia e religione può costituire un’efficace risposta al bisogno profondo del cuore umano.

Massimo Diana, Contaminazioni necessarie. La cura dell’anima tra religioni, psicoterapia, counselling filosofici Moretti & Vitali Editori, Bergamo, 2008

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Massaggio da ufficio: una rilassante novità

Il metodo di massaggio che ho messo a punto  – scrive il dottor Giovanni Leanti La Rosa con la collaborazione del giornalista, e ora anche massaggiatore, Fabrizio Buratto* nel suo libro Massaggio da ufficio – si fonda sull’ascolto continuo dell’altro, dunque non segue alcuno schema predefinito. Le manipolazioni e le manovre possono risultare invasive, mentre le manualità sono meno profonde e non vengono subite dal massaggiato. E poi, a nessuno piace essere manipolato, né in senso metaforico, né in senso fisico.

Le manualità non sono da seguire necessariamente nell’ordine in cui le trovate in queste pagine, poiché la sequenzialità dei passaggi dipende dal contesto, dal tempo a disposizione e dai problemi del massaggiato. Se un nostro collega lamenta dolori alla mano destra per l’eccessivo uso del mouse, possiamo fargli un massaggio veloce di due o tre minuti, avvicinandoci con la sedia alla sua scrivania. I tempi del massaggio, nei luoghi di lavoro dove la pratica del massaggio da ufficio è già stata o verrà introdotta, sono stabiliti dall’azienda, ma è immaginabile e auspicabile che, una volta assorbita la cultura del massaggio, scambi di breve durata possano avvenire anche in momenti diversi da quelli regolamentati.

Il massaggio non può essere una pratica rigida perché massaggiare non è una tecnica, bensì una forma di comunicazione finalizzata alla cura. Ciascun massaggio va calibrato su misura a seconda di chi lo riceve, senza che risulti fastidioso o doloroso né per il massaggiato, né per il massaggiatore. Il massaggiato deve ricavarne sollievo, mentre un massaggio che provoca dolore è un massaggio cattivo.

Anche per il massaggiatore sono da evitare posture scomode o innaturali. Se fatto senza seguire un accorgimento fondamentale, anche il massaggio da ufficio, come qualsiasi altro tipo di massaggio pur leggero, può risultare dannoso per chi lo somministra. Nel corso degli anni, ho incontrato moltissimi massaggiatori che lamentavano problemi alle mani, alle articolazioni, alle spalle, essi stessi bisognosi di massaggi. L’errore che commettevano era di usare la loro forza, invece della forza che tutti noi abbiamo a disposizione gratuitamente: quella di gravità. Il massaggiatore deve appoggiarsi al massaggiato calibrando il peso del suo corpo. In questo modo ottiene tre ottimi risultati senza sforzo: 1) fa stretching, ora aggrappandosi, ora appoggiandosi al corpo del massaggiato; 2) con le mani in appoggio aumenta la capacità di “ascolto” del massaggiato; 3) si rilassa prendendo respiri lunghi, che tendono a sincronizzarsi con quelli del massaggiato.

Quante volte mi sono sentito domandare:“Dottore, anch’io posso imparare a massaggiare?”. Ma certo! Per diventare massaggiatori esperti, e consapevoli di quel che facciamo sul corpo delle altre persone, non ci vuole la laurea in Medicina. Inoltre, il massaggio antistress da ufficio, essendo leggero, mai troppo profondo, non presenta alcuna controindicazione. Basta seguire due avvertenze: stare in ascolto dell’altro e usare il buon senso. Senza dimenticare che ciascuno di noi possiede l’istinto prenatale del tocco e del contatto, come dimostra lo studio sulla vita intrauterina dei gemelli omozigoti citato in chiusura della Parte I.

Siamo tutti massaggiatori intuitivi: ci abbracciamo, ci facciamo le coccole nell’intimità, accarezziamo i nostri bambini. Il corpo si esprime fondamentalmente attraverso il piacere e il dolore, e dobbiamo ritornare ad ascoltare – in noi stessi e negli altri – queste due antiche sensazioni conosciute tanto bene dai bambini: mi piace, non mi piace. Con il massaggio risvegliamo la nostra parte infantile poiché torniamo a utilizzare lo strumento di esplorazione del mondo che usavamo quando ancora non sapevamo parlare: il contatto. Nel massaggio, il bambino e l’adulto in noi si incontrano e si riconciliano: voglio il mio bene (parte bambina) e voglio il tuo bene (parte adulta).

*Fabrizio Buratto, giornalista e scrittore

Da “Il Massaggio da ufficio – Prevenzione e cura dello stress da lavoro”, Urra-Apogeo, Milano, 2011. Introduzione della seconda parte del libro, dedicata alle manualità del massaggio da ufficio, illustrate con fotografie e didascalie.

Copyright © 2011 Urra-Apogeo s.r.l.

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“La mano che cura”

Martedì 7 Giugno si è tenuta presso la Sala Bocconi del Circolo della Stampa di Milano, in Corso Venezia 48, la presentazione del mio libro “La mano che cura”, pubblicato da Marsilio Editori nella collana “Mestieri d’Arte”, promossa e sostenuta dalla Fondazione Cologni con il prezioso contributo di Banca BSI. (Foto) (Video)

Lina Sotis, giornalista del Corriere della Sera e gran signora del bon ton meneghino, insieme a Cesare de Michelis (Presidente di Marsilio Editori) e a Franco Cologni (Presidente della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte), ha accolto gli ospiti che hanno preso parte alla presentazione: oltre a me sono saliti sul palco anche tre dei maestri del massaggio da me intervistati:  Stefania Kudrat Floreani (specialista del massaggio Bach), Giovanni Leanti La Rosa (specialista del massaggio antistress) e Carlo Tetsugen Serra (zen shiatsu).

Agli oltre duecento ospiti che hanno affollato la sala Bocconi del prestigioso circolo milanese, tra i quali vi erano anche più della metà dei “guru” presentati nel libro,noi relatori abbiamo restituito l’importanza e la profonda umanità di una pratica antica quale quella del massaggio, nelle sue diverse valenze curative ma anche filosofiche.

Il libro  è disponibile presso le migliori librerie italiane e sul sito marsilioeditori.it

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L’Uomo e la sua immensità

giugno 18th, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

Quando ti accorgerai che sei umano?

Almeno una volta durante la tua vita?

Il giorno che ti ricorderai che sei umano diverrai divino, e la dualità si allontanerà.

Diventerai prospero e le opportunità ti si mostreranno.

Diventerai ricco senza aver bisogno di essere agiato.

Come essere umano sei illimitato.

Puoi capire il linguaggio di tutto, dalla pietra alla montagna, all’uccello e al verme.

Questa immensità ti può portare tutta la felicità che hai bisogno.

Questo è il tuo compimento.

Questo è il tuo adempimento.

Yogi Bhajan

YOGA FESTIVAL: 26 LUGLIO – 3 AGOSTO 2011, FONDJOUAN, FRANCE

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Ombra, tra guai e sconfitte

giugno 11th, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

L’ombra non ha mai creato alcun problema a nessuno;

se però inizi ad aver paura della tua stessa ombra, allora sarai nei guai.

E se inizierai a lottare con la tua ombra,

la tua sconfitta sarà inevitabile.

Osho

 

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