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Ku Nye, massaggio tradizionale tibetano. Quarta parte

Quando, uno degli ultimi giorni di dicembre del 2010, ho incontrato Daniela Crucitti, uno dei massimi esperti in Italia del massaggio tibetano Ku Nye, le ho chiesto di parlarmi del dottor Nida Chenagtsang – di cui da anni è allieva – il direttore dell’Accademia internazionale per la medicina tibetana (IATTM) e il co-fondatore dell’Istituto internazionale Ngak-Mang (NMI) che ha come obiettivo la conservazione e la diffusione della cultura ngakpa di Rebkong nella società tibetana contemporanea.

Monastero a Rebkong. Immagine scaricata dal web.

Il dottor Nida è un rifugiato politico?

«No, è un tibetano doc con passaporto cinese, nato ad Amdo, oggi Cina – un tempo territorio tibetano. È giovane, ha 39 anni, appartiene a una famiglia ngakpagli antichi yogi dai capelli lunghi e i vestiti bianchi, sciamani chiamati anche “uomini della pioggia”. Dottor Nida, il padre, i fratelli, sono tutti molto legati a questa tradizione».

Dottor Nida Chenagtsang, immagine sacricata dal web.

Chi l’ha iniziata?

«Padmasambhava – conosciuto nel Paese delle nevi perenni come Guru Rimpoche e considerato l’essenza del Buddha Amitabha – lo yogi, il mago mistico che ha portato là il Buddhismo nell’VIII secolo».

Padmasambhava, immagine scaricata dal web

Anche dottor Nida è un mistico?

«Certo, e pure uno sciamano, come il resto della famiglia. Fa divinazioni, interpreta i sogni, pratica e insegna lo Yoga del sogno e molti altri “lavori sottili” che si capisce rientrano in una tradizione antichissima e che ora che l’abbracci tutta, c’è da “viaggiare” per vite e vite».

Lei sente di far parte della famiglia dei ngakpa?

«Diciamo che i ngakpa sono la madre dell’ATTM, dell’Accademia di medicina tradizionale tibetana. Sicuramente dottor Nida lo è, anzi lui è prima di tutto un ngakpa e poi un medico, come del resto Youthok Yongen, il fondatore della medicina tibetana, che era prima uno sciamano, un mistico e poi un dottore».

Youthok Yongen, immagine scaricata dal web

«a proposito di dottori, una volta, in Tibet, ogni medico aveva la propria scuola, le proprie ricette, i propri segreti. Il merito del dottor Nida sta nell’aver riunito tutti questi manuali sparsi in un corpo unico, di aver raccolto i vari metodi un tempo utilizzati, per esempio, per riequilibrare i chakra, o le tecniche della moxa, antichissime, e quelle del massaggio Ku Nye all’energia protettiva, che corrisponde un po’ al nostro sistema immunitario. Metodi di guarigione che il dottor Nida ha catalogato e strutturato in un libro uscito in Tibet nel 1991. Un testo di studio che è considerato una pietra miliare nella medicina tradizionale tibetana, consultato e apprezzato anche in Occidente perché questa forma di medicina così semplice, così naturale e olistica – che considera l’essere umano nel suo insieme – è quello che manca alla nostra medicina ufficiale».

Ngakpa è un ordine monastico?

«È una tradizione culturale e spirituale laica – gli appartenenti sono praticanti laici del Buddhismo tibetano e in particolare del Buddhismo tantrico, chiamato appunto “lignaggio della tradizione ngakpa” – fondata e creata da Padmasambhava per offrire un’educazione spirituale anche a chi non era monaco. Oggi, in Tibet, ne saranno rimasti quattro, cinquemila, molti meno di un tempo. Sono di supporto alla comunità, fanno divinazioni, curano con il Ku Nye – il massaggio – con lo Yoga, le erbe, le spezie e con pratiche tantriche molto antiche. Trovo molto interessante questa spiritualità laica, tanto più che non discrimina la donna, la quale può raggiungere anche lei  la più alta realizzazione, che non è solo, come nelle altre tradizioni, appannaggio dell’uomo».

Qual è il ruolo del dottor Nida nella comunità dei ngakpa, oggi che vive tra l’Europa, gli Stati Uniti e l’Australia?

«Nel 2005 è stato riconosciuto come il loro sovrano, perché pare sia l’ultima incarnazione di un re vissuto 150 anni fa. Conferimento che gli ha messo la vita a soqquadro. All’improvviso si è visto cercato da tutti questi yogi, questi Sangha bianchi, e lui cerca di non farsi trovare, mi verrebbe da dire che fugge da loro come fosse una lepre. Anche perché sono 12 anni che insegna la medicina tradizionale tibetana in tutto il mondo – dalla Russia all’Australia – nel 2009 ha pure tenuto una conferenza a Losanna, in Svizzera, alla presenza del Dalai Lama, che ha molto apprezzato il suo lavoro di diffusione della cultura e della medicina tradizionali tibetane».

Dottor Nida Chenagtsang con altri ngakpa, immagine scaricata dal web.

Per informazioni sui corsi di Ku Nye che iniziano il gennaio a Milano il 22 gennaio 2010:

dancrucitti@iattm.net

centromilano@mindproject.com

Segreteria Mindfulness Project: 346 846 1065

Letture sulla cultura del Tibet: Ian Baker, Dietro le cascate. Tibet alla scoperta dell’ultimo luogo sacro. Introduzione del Dalai Lama, traduzione di Marcella Dellatorre, Corbaccio, 2006.

Gli articoli precedenti sul Ku Nye e la medicina tradizionale tibetana sono stati pubblicati il 7/1/2011, il 3/1/2011, 10/12/2010.

 

 

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