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Do you Kamasutra?

luglio 15th, 2009 Posted in Alimentazione

“Solo colui che è esperto nell’arte amatoria è caro alla propria donna e a quelle altrui”. Così recita il libro del Kamasutra, un trattato erotico indiano del quarto secolo, attribuito a Mallanaga Vatsyayana.
Le arti erotiche sono patrimonio antico della cultura dell’India e l’amore fu da sempre oggetto di culti religiosi. Le prime attestazioni si trovano nei Veda, i testi sacri dell’induismo, nei riti esoterici del tantrismo e in trattati profani come quello sul Kamasutra, appunto, la scienza che insegna come raggiungere la pienezza del piacere.
Nel Kamasutra, l’arte della seduzione è minutamente analizzata. Vi si trovano suggerimenti su come avvicinare una donna, come conquistarla e scoprire, nel comportamento, i segni rivelatori dei suoi sentimenti. Ma anche consigli sulle pratiche magiche. Prescrive, infatti, filtri d’amore, amuleti, incantesimi, sostanze inebrianti ed afrodisiache per migliorare l’aspetto e rendersi desiderati, per far innamorare la donna amata, e per accrescere il proprio vigore sessuale.
Una branchia della medicina indiana è dedicata proprio agli afrodisiaci. Che possono essere di natura animale, vegetale o minerale. E include uova, latte di capra, uccelli selvatici, caviale, salmone, cavallucci marini, l’ambra grigia delle balene, e poi noci, liquirizia, melograno e la polvere di minerali. Che, secondo gli antichi trattati, sarebbero buoni quasi tutti: dalla mica allo smeraldo, dal rubino al diamante.
Ma in questi libri a metà tra la scienza e la magia, è il cardamomo la spezia di cui più si legge. Un tè afrodisiaco, per esempio, si può fare con una miscela di cardamomo e cannella, a cui si aggiunge la stessa quantità di radice fresca di gingseng.
Il cardamomo è presente anche nel curry, un insieme di spezie in polvere che aggiunge sapore a pietanze sciapite  come il riso o il pane, e il cui sapore cambia a secondo della composizione. Uno dei curry  più diffusi, il Madras, è composto, oltre che dal cardamomo, da peperoncino, cumino, curcuma, fieno greco, coriandolo, sale, cannella, aglio, chiodi di garofano, sedano, finocchio, zenzero, noce moscata, lauro, cipolla.
Al curry si può, infine, aggiungere il chutney, contorno tradizionale indiano che viene servito come accompagnamento ai piatti locali, fatto con frutta cotta, zucchero, aceto e spezie. La combinazione di curry e chutney dà ai piatti un gusto dolciastro ed è ideale come accompagnamento alle carni fredde. Per gli inglesi arrivati in India fu una rivelazione.

 

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