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Ayurveda, mantra e pomodoro: intervista con Dada Krsnananda. Parte Seconda

ottobre 10th, 2009 Posted in Alimentazione, Spiritualità

Dada Krsnananda (sì, il nome è scritto esattamente) è un monaco Marga ed è un grande esperto di cucina ayurvedica. È cittadino del mondo. Nato a Singapore, ha vissuto a lungo in Germania, in Italia negli Stati Uniti e in molti altri Paesi. Visita spesso il Portogallo e trascorre gran parte dell’anno in Portorico, aiutando i più poveri dei poveri.

Dada Krsnananda

Secondo lei i principi dell’Ayurveda possono essere adattati a un pranzo italiano?

«Certamente. Basta sostituire le spezie indiane con quelle italiane o con erbe quali la salvia e il rosmarino. Anche voi adoperate le spezie: le usavano già i Romani. Per non parlare del Quattrocento, quando i navigatori le portavano a casa insieme alla seta, dall’Oriente, dalla Cina, dall’India, aggiungendo così nuovi profumi ai piatti della tradizione locale. E non dimentichiamo che gli spaghetti sono una creazione cinese e sono arrivati da voi grazie a Marco Polo. Come vede c’è sempre stato nell’Uomo il desiderio di scoprire cosa fanno e come mangiano i suoi simili in altre parti del mondo. Ce l’ho anch’io questa curiosità».

Cosa può dirci del cibo crudo?

«L’Ayurveda ritiene che il cibo crudo sia molto difficile da digerire e lo può assumere solo chi gode di una buona digestione. Tanto, qualunque cosa si mangi, cruda o cotta che sia, viene cucinata durante la digestione. Una precisazione: per cibo cotto intendo cucinato adeguatamente, né troppo né troppo poco. La frutta cruda o secca va presa a piccole dosi, lontano dai pasti, perché diversamente interferisce con la digestione, la disturba. In India, inoltre, si preferisce non mangiare insalata o altre verdure crude. In particolare bisogna evitare di mescolare cibo crudo con cibo cotto.

Se la frutta va presa lontano dai pasti, figuriamoci l’acqua.

«Questo è un punto cruciale dell’alimentazione ayurvedica. L’acqua, dopo l’aria, è l’elemento più importante, molto più del cibo. Chi poi ha problemi di digestione o soffre di flatulenza, acidità, dovrebbe bere un’ora prima dei pasti principali e non prima di un’ora dopo i pasti, meglio due».

Quanta acqua si dovrebbe bere durante il giorno?

«Molta, in particolare la mattina a digiuno per depurare l’intero sistema dopo che il corpo, durante la notte, ha eliminato le tossine. Una buona regola è sorseggiarla tiepida con qualche schizzo di limone e un pizzico di sale, perché questa bevanda ha proprietà altamente alcalinizzanti: pulisce tutto l’organismo e contiene vitamina C e sali minerali».

Dada, lei fa mai qualche strappo alle regole?

«Qualche volta sì. Mi è difficile resistere a un piatto di mozzarella e pomodoro.

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