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Il denaro e la legge dell’attrazione

gennaio 26th, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità, Storie Usa

Chi non ha letto La legge dell’Attrazione? Chi non ha visto il film-documentario The Secret, Il segreto, e comprato il libro omonimo? Chi non ne ha almeno sentito parlare? Chi non conosce Esther e Jerry Hicks? Dò per scontato che ne siate perfettamente informati, tuttavia, nel caso vi sia sfuggito qualcosa, scrivo qui qualche nota sugli autori che vi farà impazzire d’invidia, mettendovi automaticamente nella posizione opposta a quella dei principi sui quali si basa la Legge dell’Attrazione, che presuppone un pensiero, un atteggiamento, un modo di comportarsi estreamente positivi.

Un giorno Esther Hicks comincia a ricevere semplici messaggi per come mettersi in comunicazione con il proprio Sé interiore e come elevare la propria coscienza da un’entità superiore, chiamata Abraham. Nel 1986, Esther e il marito Jerry Hicks rivelano la loro fonte di notizie ad alcuni soci e decidono in seguito di rendere partecipi gruppi sempre più numerosi di persone su come vivere un’esistenza felice, o quanto meno migliore. Ogni anno, a partire dal 1989 i due coniugi presentano laboratori interattivi sulla Legge dell’Attrazione in almeno 50 città. Fino a oggi, in compagnia del fantomatico Abraham, hanno pubblicato più di 700 tra libri, cassette, CD, videocassette e DVD. Con i proventi, eliminate le tasse che negli Stati Uniti vanno rigorosamente pagate fino all’ultimo penny, si sono regalati la casa dei loro sogni a Del Mar, sull’oceano Pacifico a nord di San Diego, in California, e una casa in Texas, vicino al centro “di attrazione permanente” dove lavorano.

immagine di copertina scaricata dal web

Qui di seguito riporto un estratto di un colloquio tra l’entità superiore AbrahamJerry Hicks, uno degli autori di Il denaro e la legge dell’attrazione. Per attirare abbondanza, salute e felicità – l’ultimo libro degli Hicks appena tradotto in italiano e  pubblicato dall’editore Tea – a pagina 204.

Jerry: Ho letto di recente uno studio secondo cui quello che si cerca soprattutto è il prestigio. Messi di fronte alla scelta fra un titolo onorifico e i soldi, i più scelgono il primo.

Abraham: Chi cerca prestigio ha sostituito il proprio Sistema di Guida con il bisogno di approvazione, ed è un modo abbastanza insoddisfacente di vivere. (…) Quando state attenti all’allineamento con la FOnte – che è rappresentato dal vostro sentire – e v’impegnate a mantenere la Connessione, chiunque sia oggetto delle vostre cure riceve benefici dal vostro sguardo. Non potete aiutare nessuno senza essere connessi con il Flusso di benessere. Certo, può essere molto piacevole diventare oggetto dell’attenzione altrui, perché significa che quelle persone vi apprezzano (…). Al contrario, dovete avere il controllo assoluto sulla vostra Connessione alla Fonte, lasciando gli altri fuori dal’equazione (…). Chi è connesso alla Fonte e lascia fluire pensieri positivi verso qualsiasi oggetto d’attensione è in genere considerato attraente, e spesso riceve apprezzamento e approvazione. Non potete ricevere l’approvazione che cercate se siete nella posizione di chi ne ha bisogno o ne sente la mancanza. (…) Quando raggiungete quest’allineamento, simili riconoscimenti sembrano meno importanti eppure vi arrivano.

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Convegno : Medicine complementari e Discipline Bionaturali. Due leggi per una medicina integrata

gennaio 14th, 2011 | No Comments | Posted in Medicina integrata

Venerdì 21 gennaio 2011 alle 9,30, alla Sala della Presidenza della Regione Toscana, in via Cavour 18, si terrà il convegno organizzato dalla Consulta Nazionale per la Medicina Integrata. L’ingresso al pubblico è gratuito. Per accedere alla Sala è  necessaria la registrazione.

Relatori invitati:

Gioacchino Allasia, Esperto Cranio-sacrale e Shiatsu , Consigliere Agenzia regionale di sanità regione Toscana

Sonia Baccetti responsabile Rete Toscana Medicina Integrata

Centro Collaborante OMS, Università di Milano

Giovanni Barbagli, Presidente Agenzia regionale di Sanità

Filiberto Baratti, Consigliere regionale regione Lazio

Simonetta Bernardini, Ufficio di Presidenza CONMI, Presidente SIOMI

Daniele Bosone, Vicepresidente Commissione Sanità Senato della Repubblica

Francesco Bottaccioli, Vicepresidente CONMI, Presidente onorario SIPNEI

Romano  Bragheri, Vicepresidente ISDE Italia

Giovanni Brajon, Direttore Istituto Zooptofilattico Toscana-Lazio, sede di Firenze

Augusto Caraceni, Società Italiana di Cure Palliative, Istituto Tumori  Milano

Bruno Cipollone, Responsabile Scuola di Omeopatia Clinica per Veterinari, Istituto Zooprofilattico Toscana-Lazio-SIOMI

Maria Grazia Campus, Naturopata, Membro Commissione di Bioetica regione Toscana, Ufficio di Presidenza CONMI

Enrico Cheli, coordinatore Master in Counceling Università di Siena

Dario Chiriacò, Presidente  osservatorio MnC FNOMCeO

Franco Cracolici, Presidente Federazione Italiana Scuole Tuina e Qi Gong ; Vicepresidente SIA, Consigliere FISA

Chiara Cremonesi, Consigliere regione Lombardia

Maria Concetta Giuliano, Vicepresidente CoReSiMi, Consulta regionale siciliana per la Medicina Integrata

Pietro Giarola, redazione Spirito Libero

Luca Lazzeri, Consigliere regione Toscana

Gabriele Laguzzi, Componente Comitato regionale DBN,operatore di pranopratica

Michele Lo Sappio, Consigliere regione Puglia

Maurizio Mannocci, Consigliere  Società Italiana di Cure Palliative

MeTeCo (Medicine e Terapie complementari in oncologia, Istituto Tumori Milano)

Antonio Panti, Presidente Ordine dei Medici di Firenze

Fabio Pianigiani, Musicologo Università di Siena

Carlo Pizzirani,  Presidente Ordine dei Veterinari di Firenze e Prato, Vicepresidente nazionale FNOVI

Mauro  Romanelli, Consigliere questore regione Toscana

Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia

Daniela Salvucci, Vicepresidente Associazione Pazienti Omeopatici, APO Italia

Daniela Scaramuccia, Assessore sanità regione Toscana

Alberto  Schiaretti,  Vicepresidente Ordine Farmacisti, consigliere nazionale FOFI

Fabio Roggiolani, Osservatorio  per la medicina integrata

Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia

Fabio Zagato, Presidente IAS, Ass.Nazionale Inter Arti per la Salute

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Ku Nye, massaggio tradizionale tibetano. Quarta parte

Quando, uno degli ultimi giorni di dicembre del 2010, ho incontrato Daniela Crucitti, uno dei massimi esperti in Italia del massaggio tibetano Ku Nye, le ho chiesto di parlarmi del dottor Nida Chenagtsang – di cui da anni è allieva – il direttore dell’Accademia internazionale per la medicina tibetana (IATTM) e il co-fondatore dell’Istituto internazionale Ngak-Mang (NMI) che ha come obiettivo la conservazione e la diffusione della cultura ngakpa di Rebkong nella società tibetana contemporanea.

Monastero a Rebkong. Immagine scaricata dal web.

Il dottor Nida è un rifugiato politico?

«No, è un tibetano doc con passaporto cinese, nato ad Amdo, oggi Cina – un tempo territorio tibetano. È giovane, ha 39 anni, appartiene a una famiglia ngakpagli antichi yogi dai capelli lunghi e i vestiti bianchi, sciamani chiamati anche “uomini della pioggia”. Dottor Nida, il padre, i fratelli, sono tutti molto legati a questa tradizione».

Dottor Nida Chenagtsang, immagine sacricata dal web.

Chi l’ha iniziata?

«Padmasambhava – conosciuto nel Paese delle nevi perenni come Guru Rimpoche e considerato l’essenza del Buddha Amitabha – lo yogi, il mago mistico che ha portato là il Buddhismo nell’VIII secolo».

Padmasambhava, immagine scaricata dal web

Anche dottor Nida è un mistico?

«Certo, e pure uno sciamano, come il resto della famiglia. Fa divinazioni, interpreta i sogni, pratica e insegna lo Yoga del sogno e molti altri “lavori sottili” che si capisce rientrano in una tradizione antichissima e che ora che l’abbracci tutta, c’è da “viaggiare” per vite e vite».

Lei sente di far parte della famiglia dei ngakpa?

«Diciamo che i ngakpa sono la madre dell’ATTM, dell’Accademia di medicina tradizionale tibetana. Sicuramente dottor Nida lo è, anzi lui è prima di tutto un ngakpa e poi un medico, come del resto Youthok Yongen, il fondatore della medicina tibetana, che era prima uno sciamano, un mistico e poi un dottore».

Youthok Yongen, immagine scaricata dal web

«a proposito di dottori, una volta, in Tibet, ogni medico aveva la propria scuola, le proprie ricette, i propri segreti. Il merito del dottor Nida sta nell’aver riunito tutti questi manuali sparsi in un corpo unico, di aver raccolto i vari metodi un tempo utilizzati, per esempio, per riequilibrare i chakra, o le tecniche della moxa, antichissime, e quelle del massaggio Ku Nye all’energia protettiva, che corrisponde un po’ al nostro sistema immunitario. Metodi di guarigione che il dottor Nida ha catalogato e strutturato in un libro uscito in Tibet nel 1991. Un testo di studio che è considerato una pietra miliare nella medicina tradizionale tibetana, consultato e apprezzato anche in Occidente perché questa forma di medicina così semplice, così naturale e olistica – che considera l’essere umano nel suo insieme – è quello che manca alla nostra medicina ufficiale».

Ngakpa è un ordine monastico?

«È una tradizione culturale e spirituale laica – gli appartenenti sono praticanti laici del Buddhismo tibetano e in particolare del Buddhismo tantrico, chiamato appunto “lignaggio della tradizione ngakpa” – fondata e creata da Padmasambhava per offrire un’educazione spirituale anche a chi non era monaco. Oggi, in Tibet, ne saranno rimasti quattro, cinquemila, molti meno di un tempo. Sono di supporto alla comunità, fanno divinazioni, curano con il Ku Nye – il massaggio – con lo Yoga, le erbe, le spezie e con pratiche tantriche molto antiche. Trovo molto interessante questa spiritualità laica, tanto più che non discrimina la donna, la quale può raggiungere anche lei  la più alta realizzazione, che non è solo, come nelle altre tradizioni, appannaggio dell’uomo».

Qual è il ruolo del dottor Nida nella comunità dei ngakpa, oggi che vive tra l’Europa, gli Stati Uniti e l’Australia?

«Nel 2005 è stato riconosciuto come il loro sovrano, perché pare sia l’ultima incarnazione di un re vissuto 150 anni fa. Conferimento che gli ha messo la vita a soqquadro. All’improvviso si è visto cercato da tutti questi yogi, questi Sangha bianchi, e lui cerca di non farsi trovare, mi verrebbe da dire che fugge da loro come fosse una lepre. Anche perché sono 12 anni che insegna la medicina tradizionale tibetana in tutto il mondo – dalla Russia all’Australia – nel 2009 ha pure tenuto una conferenza a Losanna, in Svizzera, alla presenza del Dalai Lama, che ha molto apprezzato il suo lavoro di diffusione della cultura e della medicina tradizionali tibetane».

Dottor Nida Chenagtsang con altri ngakpa, immagine scaricata dal web.

Per informazioni sui corsi di Ku Nye che iniziano il gennaio a Milano il 22 gennaio 2010:

dancrucitti@iattm.net

centromilano@mindproject.com

Segreteria Mindfulness Project: 346 846 1065

Letture sulla cultura del Tibet: Ian Baker, Dietro le cascate. Tibet alla scoperta dell’ultimo luogo sacro. Introduzione del Dalai Lama, traduzione di Marcella Dellatorre, Corbaccio, 2006.

Gli articoli precedenti sul Ku Nye e la medicina tradizionale tibetana sono stati pubblicati il 7/1/2011, il 3/1/2011, 10/12/2010.

 

 

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La gioia della vita eterna

gennaio 9th, 2011 | No Comments | Posted in Libri, Spiritualità

Leggendo e rileggendo il numero 20 dei Quaderni del Centro Studi Asiatico diretto da Tiziano Tosolini – missionario saveriano a Osaka e ricercatore alla Nanzan University di nagoya e molto altro ancora – una di quelle pubblicazioni rare, ricche di spunti per credenti e non credenti, mi sono imbattuta nell’articolo di Etsuko Occi dal titolo: “Per superare le difficoltà che incontra l’evengelizzazione” e mi sono soffermata a lungo sul capitoletto di pagina 182, “Il carattere eterno della persona umana”, che comincia così:

«La mentalità giapponese che porta all’estremo la sensibilità del nulla e del vuoto nella persona umana, fa sì che noi ci comportiamo con grande misericordia e magnanimità verso tutto e tutti. La nostra spiritualità che è pregna di compassione e mitezza è molto elevata, tuttavia essa è priva della presenza del divino. Si avverte così un vuoto che dovrebbe essere riempito da qualcosa o da Qualcuno».

Nel paragrafo successivo, a pagina 183, intitolato “La comprensione di Dio”, Etsuko Occi scrive:

«Nella società attuale giapponese il senso religioso è diventato molto superficiale, pertanto, generalmente parlando, si può dire che non vi è alcun interesse nei confronti di Dio. Mi verrebbe quasi da dire che nelle culture dove Dio è presente e vicino, allo stesso modo l’essere umano è presente e vicino agli altri».

Evito di aggiungere un mio commento a questi brani. Mi viene in mente invece un libro che ho letto di recente: Socrate, Gesù, Buddha. Tre vite parallele, tre maestri di vita, di Frédéric Lenoir, pubblicato da Mondadori nell’ottobre 2010, all’interno della collana “Strade blu“. Il libro è allo stesso tempo un’inchiesta storica e un saggio filosofico di grande elevatura spirituale, che ci mostra differenze, similitudini e punti di contatto tra le vite e gli insegnamenti dei tre Maestri.

Socrate, Gesù, Buddha. Tre vite parallele, tre maestri di vita. Immagine sdcaricata dal web.

A pagina 149, nella premessa al capitolo XI “Tu sei immortale”, Lenoir scrive:

«La morte non è un fine ma un passaggio. Per il Buddha, come per Socrate e Gesù, la nostra esistenza terrena deve essere considerata all’interno di una prospettiva più ampia, che comprende una vita dopo la morte. Questo è il primo, fondamentale punto in comune dei loro insegnamenti. L’insistenza sulla necessità di coltivare la propria vita interiore, cercare la verità, aspirare alla saggezza, alla giustizia o all’amore, non può essere compresa se non in rappporto a questa credenza. Essa, tuttavia, non si presenta in modo uniforme: l’immortalità di cui parlano i tre maestri non è esattamente della stessa natura. Se ai loro occhi siamo tutti immortali, le modalità di questa eternità vaariano in funzione delle culture nelle quali hanno vissuto e della loro esperienza spirituale».

E alla pagina seguente: «Secondo il Buddha, la vita è un circolo di sofferenze che comincia alla nascita, scandito da “invecchiamento, malattia, morte, dolore, lordura”(Majjhima Nikaya 26). Il mezzo da lui proposto per uscire da questo ciclo si articola attorno a tre nozioni: (…) (che) possono essere riassunte da tre termini sanscriti: karma, samsara, nirvana“».

«Se si leggono i dialoghi di Platone in cui Socrate enuncia la sua teoria dell’immortalità, in particolare Fedro e il Fedone, è impossibile non stupirsi per l’incredibile vicinanza delle sue tesi a quelle di Buddha. (…) In entrambi i maestri è necessaria una purificazione per accedere alle sfere superiori. Se il Buddha ha ereditato questa teoria dall’India vedica, Socrate ha sviluppato idee già proprie del suo predecessore Pitagora, filosofo, matematico e soprattutto “maestro di saggezza”, fondatore di una scuola esoterica. Pitagora era contemporaneo di Buddha. (…) È (…) molto probabile che, in un mondo in cui gli spostamenti erano frequenti, avesse conosciuto saggi dell’Indo e fosse rimasto affascinato dalla loro dottrina dell’aldilà. (…) Pitagora affermava la pre-esistenza dell’anima, la cui incarnazione terrena non è una ricompensa ma una punizione (…). L’anima, secondo Socrate, «al divino all’immortale all’intelligibile all’uniforme all’indissolubile e insomma a ciò che rimane sempre con sè medesimo invariabilmente costante, è simigliantissima”, mentre il corpo è simile “all’umano al mortale al multiforme al sensibile al dissolubile”», come si legge nel Fedone 80b (pgg. 152, 153 del libro di Lenoir).

Continua Lenoir: «La questione della differenza tra anima e corpo, che si afferma con chiarezza nel pensiero greco e indiano, è assente nella tradizione ebraica, che parla di una totalità dell’essere. Gesù, dunque non fa mai riferimento a un futuro post mortem di un principio spirituale separato dal corpo, l’”anima immortale” di Socrate, lo “spirito” o il “Sé” buddhista. (…) Il discorso delle beatitudini (che fa parte di Il discorso della montagna, n.d a.) esprime in modo toccante questa giustizia divina che ricompensa i buoni dopo la morte:

Gesù, Il discorso della montagna di Carl Heinrich Bloch. Immagine scaricata dal web.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,3-10).

(Gli ultimi due capoversi sono tratti dallepagine 159-160 di Socrate, Gesù, Buddha).

Letture: Il discorso della montagna del cardinale Carlo Maria Martini, Mondadori, Oscar spiritualità, 2008.

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Siamo tutti fatti per essere felici

gennaio 8th, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Libri, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

Sì, leggete bene, non dovete stropicciarvi gli occhi: Christian Boiron, l’autore di Siamo tutti fatti per essere felici (Sperling & Kupfer, €18, in uscita il 22 febbraio) è proprio lui, il presidente del Gruppo Boiron, l’azienda francese produttrice di medicinali omeopatici, fondata 80 anni fa dal padre e dallo zio, e in poco tempo diventata la numero uno nel mondo dell’omeopatia. Vi trovate a New York e vi viene il mal di gola? Entrate in una farmacia qualsiasi e troverete il rimedio che fa per voi.

Christian Boiron. Immagine scaricata dal web.

Ku Nye – terza parte

gennaio 7th, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Libri, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità

I TRE ALBERI DELLA MEDICINA TRADIZIONALE TIBETANA

Quando ci accingiamo a studiare la Medicina Tradizionale Tibetana, dobbiamo immaginare di entrare in un grande giardino pieno di alberi: gli Alberi della Vitalità. Per comprendere appieno la complessità della Medicina Tradizionale Tibetana dobbiamo studiare le radici, i tronchi, le foglie, i fiori e i frutti di questi alberi.

Tradizionalmente gli studenti di Medicina memorizzano il contenuto di 99 alberi che raffigurano l’intero corpo della conoscenza medica sviluppata nei secoli. Qui vengono presentati i primi Tre Alberi, un’introduzione visiva all’antica scienza medica naturale della Medicina Tradizionale Tibetana.

Albero della salute e della malattia.

Questo albero è composto da due tronchi.

Il primo, il tronco della salute, rappresenta il corpo in stato di euqilibrio e illustra i concetti fondamentali per mantenere in buona salute il corpo umano: l’Equilibrio fra i Tre Umori – i tre principi vitali o energie funzionali sottili che sono: Vento (foglie azzurre), Bile (foglie gialle) e Flemma (foglie bianche)l’Equilibrio dei Sette Costituenti del Corpo e le Tre Escrezioni.

I tre Frutti rappresentano i tre aspetti fondamentali della Mente. Il primo è riferito alla semplicità della mente rivolta alla ricerca spirituale, il secondo è la ricchezza della mente – la soddisfazione mentale – il terzo è la felicità della mente.

Il corpo può essere paragonato a un albero che cresce forte e sano quando è ben nutrito da acqua di buona qualità, luce naturale del sole e da una terra fertile. Il tronco crescerà così robusto e stabile con rami e foglie floride. Lunga vita e salute esuberante saranno i suoi fiori che daranno tre frutti molto gustosi – appagamento spirituale, ricchezza e radiosa felicità – che sono il risultato del perfetto equilibrio fra il corpo, le energie vitali e ela mente.

Il tronco della Malattia rappresenta il corpo in stato di squilibrio e le cause che inducono lo squilibrio, il processo di formazione dei disordini dei Tre Umori e la conseguente manifestazione della malattia sul piano fisico.

Albero della Diagnosi nella Medicina Tradizionale Tibetana. Immagine scaricata dal web.

Albero della diagnosi

L’albero è costituito da tre tronchi che illustrano i principali metodi di diagnosi utilizzati dalla Medicina Tradizionale Tibetana.

Il primo tronco rappresenta l’ispezione visiva di lingua e urine. L’esame delle urine è considerato un metodo diagnostico estremamente importante e accurato ed è peculiare della Medicina Tibetana.

Il secondo tronco è connesso alla pulsologia. La lettura del polso è una delle più antiche arti diagnostiche e considera la costituzione individuale, o tipologia, la diagnosi degli squilibri Umorali e la patologia degli organi pieni e cavi. Dal momento che i sistemi di tutti gli organi sono interconnessi fra loro e che la salute di ogni organo dipende da quella degli altri, la pulsologia è un metodo olistico molto preciso per interpretare lo stato di salute dell’intero corpo.

Il terzo tronco riguarda l’anamnesi, la ricerca dei sintomi e delle cause scatenanti per identificare la patologia Umorale.

Albero della Terapia nella Medicina Tradizionale Tibetana. Immagine scaricata dal web.

Albero della terapia

Ciascun tronco di questo albero illustra uno dei quattro differenti approcci terapeutici previsti della Medicina Tradizionale Tibetana.

Il primo tronco riguarda la Dieta e il nutrimento, il primo trattamento naturale per riequilibrare le energie dei tre umori. Un’alimentaizone appropriata è fondamentale nella cura di qualunque malattia.

Il secondo tronco indica le modifiche del comportamento o stile di vita da seguire per riequilibrare i tre umori che si riferiscono, in particolare, agli spazi vitali dell’individuo e all’esercizio fisico.

Il terzo tronco presenta le medicine e indica i sapori, le potenzialità, le sostanze e i tipi di trattamento usati per bilanciare le energie vitali del corpo.

Il quarto tronco enumera le terapie esterne specifiche che si applicano per la pacificazione edi disordini in relazione ai tre umori.

© International Academy for Traditional Tibetan Medicine – IATTM 2007

Per un approfondimento particolarmente interessante: John F. Avedon, Fernand meyer, N. D. Bolsokhoeva, K. M. Gerasimova, Tamdin S. Bradley, Il Buddha e l’arte della guarigione. La riscoperta dei dipinti tibetani. Rizzoli, RCS LIbri, Milano, 1998.

Per informazioni attinenti i corsi a Milano, in altre città d’Italia e nella Svizzera italiana, contattare

dancrucitti@iattm.net

centromilano@mindproject.com

Segreteria Mindfulness Project: 346 846 1065

Il prossimo post riguardo l’IATTM e il dottor Nida Chenagtsang, il suo fondatore, quello che ha riordinato gli antichi testi, sarà pubblicato il 13 gennaio 2011.

Gli articoli precedenti sono stati pubblicati il 30/12/2010 e il 3/1/2011.

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Ku Nye e medicina tibetana: corsi di formazione a Milano3

gennaio 3rd, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Psicologia, Spiritualità, Storie di cucina

Logo dell’IATTM, diritti

riservati, immagine scaricata

dal web

22-23 gennaio 2011

19-20 febbraio 2011
19-20 marzo 2011
9-10 aprile 2011
21-22 maggio 2011

Corso di Ku Nye di I° livello a Milano
presso il Centro Mindfulness Project
condotto da Daniela Crucitti.

Rivolto a  infermieri, fisioterapisti, operatori di medicina olistica

Il Ku Nye è uno dei trattamenti contemplati dalla Medicina Tradizionale Tibetana (MTT) per il riequilibrio dei tre Umori: Vento (sistema nervoso), Bile (funzioni cataboliche e cardio-circolatorie) e Flemma (funzioni dell’anabolismo e del sistema linfatico), le tre energie bio-fisiologiche che, quando sono in stato di equilibrio fra loro, garantiscono lo stato di benessere e di salute dell’individuo.
Gli effetti benefici del Ku Nye includono l’eliminazione delle tossine immagazzinate nel corpo, il ringiovanimento dei tessuti, l’incremento della vitalità, un profondo rilassamento fisico e mentale, la riduzione di vari tipi di dolori e il lenimento di disordini del sistema nervoso come tensioni muscolari, stress, insonnia, agitazione mentale, depressione e ansia.

L’intero corso si completa in 3 anni.

Il 1° livello è incentrato sulle basi teoriche della MTT, sulle molteplici tecniche di massaggio con mani, pietre e conchiglie e sulla digitopressione e il trattamento di punti e meridiani.

Agata e altri minerali. © Daniela Crucitti 2010.

Durata:  5 week end. È previsto il rilascio dell’ attestato di frequenza.
Orario  sab e dom 10-13 e  14,30-17,30
Costo:  860 euro

Tutti i seminari sono tenuti dall’istruttrice internazionale IATTM di Ku Nye Daniela Crucitti, allieva del Dr Nida Chenagtsang, direttore e medico responsabile dell’International Academy for Traditional Tibetan Medicine.

Iscrizioni: Mindfulness Project 346 8461065 centromilano@mindproject.com
Informazioni: IATTM Italia Daniela Crucitti 333 8450432 dancrucitti@iattm.net

L’intervista con Daniela Crucitti è stata pubblicata il 30/12/2010
La terza parte del servizio, dedicata all’Albero della Salute e della Malattia, sarà pubblicata il 7 gennaio 2011

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2011: la magia di un numero

gennaio 2nd, 2011 | No Comments | Posted in Spiritualità

2011: la magia del numero. © Guru Singh

Dedicato in particolare ai miei compagni di Kundalini Yoga.

Patrizia

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B U O N A N N O !

gennaio 1st, 2011 | No Comments | Posted in Felicità, Senza categoria, Sorriso, Spiritualità

AUGURO A TUTTI I MIEI LETTORI

UN FANTASMAGORICO 2011

PATRIZIA

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