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Il counseling e l’arricchimento professionale

novembre 30th, 2010 | No Comments | Posted in Felicità, Psicologia, Sorriso, Spiritualità

Ricevo e volentieri trasmetto questa informazione sull’Accademia di counseling olistico che propone una presentazione gratuita domenica 12 dicembre 2010

HAI MAI PENSATO DI VALORIZZARE LA TUA FIGURA PROFESSIONALE, ARRICCHENDOLA CON NUOVE COMPETENZE?

L’approccio olistico e il counseling (relazione d’aiuto) sono due ambiti complementari, volti alla ricerca del benessere globale dell’individuo.

Sarà capitato a naturopati o operatori olistici di desiderare approfondire le proprie competenze di ascolto e dialogo empatico per accogliere in modo più completo i propri clienti.

Allo stesso modo gli esperti di relazioni di aiuto potrebbero aver sentito la necessità di integrare la loro pratica di counseling con metodologie e strumenti olistici, che permettano di arricchire le loro qualità di ascolto, per fornire un’accoglienza che tenga conto dell’individuo nella totalità del suo essere.

A questo proposito l’Accademia offre la possibilità, a coloro che hanno già maturato precedenti esperienze formative, di integrare il proprio percorso frequentando una o più aree delle tre proposte all’interno dell’Accademia stessa: Area Generale – Area Specializzazione Olistica – Area Counseling.

Per coloro che hanno già completato una formazione di Specializzazione in ambito olistico di almeno 600 ore (che includano anche tirocinio e supervisione), è possibile accedere alla formazione di Counseling,dove verranno trattate le seguenti tematiche: psicologia generale, psicologia evolutiva, psicosomatica, psicologia dinamica, psicologia sociale, tecniche di counseling, teoria e tecnica delle comunicazioni, psicopatologia, diritti e fondamenti etici, studi e storia della Meditazione o Mindfulness, per un totale di 300 ore.

Per coloro che invece hanno già una formazione di Counseling e desiderano integrare la propria preparazione professionale con una Specializzazione in ambito olistico, è possibile accedere alla sola formazione di Specializzazione.
Questa formazione è di 600 ore ed include 100 ore di tirocinio, 50 ore di supervisione e 50 ore di sedute individuali.

Al termine sia della formazione di Counseling (300 ore) che di quella di Specializzazione Olistica (600 ore), è possibile accedere all’esame, previo il possesso dei seguenti requisiti:

1.    essere in possesso del diploma di scuola media superiore;
2.    aver già completato la propria formazione di Specializzazione (600 ore) o di Counseling (300 ore), presso altre scuole, presentando la relativa certificazione
3.    aver frequentato almeno 300 ore, gruppi di esperienze personali, nelle seguenti aree didattiche generali:

Salute naturale – minimo 20 ore
Lavoro sul corpo – minimo 40 ore
Lavoro sulle energie – minimo 40 ore
Crescita umana e trasformazione emozionale – minimo 80 ore di scuole diverse
Ricerca interiore e spirituale – minimo 60 ore di scuole diverse
Arte terapia – minimo 20 ore
Educazione/Cultura planetaria (area teorica) – minimo 20 ore
Comunicazione/Empowerement/Counseling – minimo 20 ore

Per il lavoro svolto in tali gruppi è necessario presentare un curriculum vitae da inviare alla segreteria dell’Accademia Entelechia. Tutte le esperienze maturate in quest’area, sono cumulabili, previa presentazione della relativa certificazione. Qualora fosse anche necessario, ai fini dell’ottenimento del diploma, completare la frequenza relativa all’area generale, sarà possibile frequentare l’Accademia per l’ammontare di ore necessario.

L’Accademia è comunque disponibile a valutare individualmente ogni singolo percorso.

Vi invitiamo alla prossima presentazione del nuovo anno accademico domenica 12 dicembre dalle 18,00 alle 22,00 con il seguente programma:

PROGRAMMA
– 18,00/20,00 presentazione Accademia e programma didattico
– 20,00/21,00 happy hour
– 21,00/22,00 laboratorio S.E.I.- Sistema Energetico Integrato

Ingresso libero – è richiesta la prenotazione.

Le presentazioni si svolgono presso la sede del Centro Olistico Entelechia in via Astolfo 4 (MM2 Lambrate).

Per informazioni e prenotazioni:
ASD CENTRO OLISTICO ENTELECHIA
Via Astolfo, 4 –  20131 Milano
Tel/Fax 02.36566664 – 329.4788268
email: info@entelechia.info – entelechia@fastwebnet.it
www.entelechia.info – www.accademiaentelechia.it

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Il leader vincente tra abbondanza e felicità

novembre 30th, 2010 | No Comments | Posted in Felicità, Libri, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità, Storie Usa

David Lieberman, padre della “Neuro-Dynamics Analysis” è un vincente che ha per obiettivo insegnare ai suoi lettori le strategie per diventarlo. Scrive, con grande autorità, nell’introduzione al suo ultimo libro pubblicato da Tea, Il leader vincente. Strategie psicologiche per ottenere il massimo in ogni situazione professionale: «Le informazioni qui contenute sono di prima mano poiché sono le tecniche da me elaborate e utilizzate dall’FBI, e sono i miei video, oggi materia di studio obbligatoria nei corsi relativi alla guerra psicologica. Addestro, infatti, le forze armate statunitensi, insegno le tattiche utili ai negoziatori di Stato, lavoro con i maggiori esperti nel campo della salute mentale e formo i più importanti dirigenti d’azienda di oltre 25 Paesi di tutto il mondo». Un’autopresentazione non da poco, degna, appunto, di un vincente. Chi altro scriverebbe un’introduzione in modo tanto esplicito e aggressivo?

Il libro è un fantastico how-to diviso in 21 capitoletti di facile lettura, pieni di esempi da mettere in pratica subito, che più chiaro di così non potrebbe essere. Spazia fra la strategia per come non perdere un dipendente a cui teniamo particolarmente, un cliente o un paziente, da come smorzare in tempi brevissimi l’impatto della pubblicità negativa sul proprio conto a come sollevare il morale dei dipendenti, a come recuperare crediti scaduti da tempo. Ma spiega anche il metodo più indolore per criticare un dipendente, il sistema migliore per influenzare chi ci ascolta, per diventare carismatici o risolvere i conflitti legati alla personalità. In poche parole, come trasformare la propria vita senza causare rabbia, paura, frustrazione in chi ci lavora accanto. Anche perché, come diceva August F. Livingston, «il carisma è seducente. E chiunque può essere sedotto».

Qui sotto il video relativo a un libro precedente di Lieberman: Lo psicanalista portatile. Scoprire le bugie, anche questo pubblicato da Tea.

David J. Lieberman, Il leader vincente. Strategie psicologiche per ottenere il massimo in ogni situazione professionale. Tea, 2010.

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Strategie e decisioni

novembre 29th, 2010 | No Comments | Posted in Felicità, Libri, Psicologia, Ricette

I seguenti suggerimenti, di fondamentale importanza per vivere una vita gioiosa e in piena consapevolezza, sono tratti da La strategia del topo. Le migliori decisioni sono quelle che si prendono. Come imparare a cogliere le opportunità con intelligenza e capacità di reazione di Rita Pohle, Tea, Milano, 2010.

1. Alcuni eventi accadono senza che si possa avere alcuna influenza su di essi. Per esempio, non si può decidere in merito al fatto che piova, ci s’innamori o cresca l’erba del prato. Ci sono fatti che vanno accolti per come accadono, e che richiedono decisioni personali per reagire a essi in modo adeguato.

2. Prendiamo costantemente decisioni delle quali, di solito, non siamo consapevoli. Chi crede di essere incapace di prendere decisioni si sbaglia: in verità lo fa continuamente! Quando si alza, quando indossa le scarpe marroni anziché quelle nere, quando sceglie di non mangiare un pezzo di cioccolato.

3. Chi non decide da sé, lascia che siano gli altri a farlo. Se si vuole determinare la propria vita, è necessario prendere delle decisioni, altrimenti si finisce con l’essere guidati da quelle degli altri.

4. Una decisione a favore di qualcosa è sempre una decisione a sfavore di qualcos’altro. Nel momento in cui si sceglie una possibilità, spesso si scartano le altre. Non esistono decisioni prefette, ma decisioni migliori e peggiori.

5. Mentre la ragione sta ancora valutando, il cuore ha già deciso da tempo. Talvolta è meglio ascoltare il proprio istinto, anche quando sembra indicarci la strada più scomoda: scegliere un percorso meno agevole può riservare sorprese inaspettate e rivelarsi alla fine un grande vantaggio.

6. La decisione di intraprendere una nuova strada può comportare anche conseguenze spiacevoli. Perciò servono coraggio ed energia! Per godere di una decisione e lasciarsi andare pienamente a qualcosa di nuovo, è necessario separarsi dalle vecchie abitudini e scaricare la zavorra.

7. Sapere cosa non si vuole è il primo passo verso una decisione. Dire espressamente: «NO, in nessun caso desidero ciò!» può accelerare un processo decisionale e rendere possibile una scelta chiara, anche quando a prima vista non sembra tale e anzi parrebbe non condurre da nessuna parte.

8. Non esistono occasioni perdute, soltanto decisioni mancate. Non è mai troppo tardi per soddisfare antichi desideri. La realizzazione della nostra vita è in ogni momento nelle nostre mani.

9. Anche non voler decidere quando si è sotto pressione è una decisione! Alcune decisioni non si possono prendere così su due piedi, ma richiedono un processo di maturazione. In tale processo rientra l’analisi delle diverse alternative prima di compiere una scelta. Anche non prendere nessuna decisione è una decisione.

10. Non esistono decisioni sbagliate: sulla strada verso la meta si devono mettere in conto le deviazioni. La paura delle conseguenze non deve impedire di prendere delle decisioni. Persino una decisione che a posteriori risulta sbagliata porta con sé qualcosa di buono: nuove esperienze, dalle quali si può apprendere per decidere più facilmente la volta successiva.

11. Se si sapesse già cosa decidere, quale immagine suggerirebbe questa decisione? Chi guarda dentro di sé e immagina quali nuove esperienze sarebbero possibili in seguito a una scelta, troverà molto più semplice prendere una decisione.

12. Non si può accontentare tutti con le proprie decisioni. Ma si può accontentare se stessi! Ognuno deve scegliere la propria strada da sé, anche quando ciò comporta decisioni sgradite agli altri e rischia di ferirli.

13. Una decisione è possibile soltanto superando la paura delle conseguenze. La paura dell’ignoto e dei cambiamenti ostacola la volontà di decisione. Ma chi è in grado di vincere questa paura andrà incontro a una vita varia ed emozionante, ricca di opportunità sempre nuove.

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Mitterand e la formula magica del benessere

novembre 23rd, 2010 | No Comments | Posted in Felicità, Psicologia, Pubblicità, Sorriso, Spiritualità

François Mitterand, presidente della Repubblica francese per due mandati consecutivi, dal 1981 al 1995, vinse le elezioni sfruttando un’intuizione semplice semplice che trasformò in un altrettanto facile e conciso slogan elettorale: “La forza della tranquillità”. Sì, Mitterand sentiva di rappresentare la forza della tranquillità e i francesi gli hanno creduto tanto da riconfermarlo nel suo incarico.

Possiamo applicare la formula di Mitterand anche a noi stessi. Come annotava lo scrittore francese Jules Renard nel suo Diario, «l’ideale della calma è in un gatto seduto». Quieto ma pieno di energia e pronto a scattare: un comportamento da felino.

È quello che accade anche agli umani nei rari momenti in cui si percepisce l’energia interiore, il risultato di un mix vincente composto da fiducia in noi stessi, negli obiettivi che ci siamo posti e nei progetti nei quali siamo coinvolti, dal piacere di fare un certo lavoro o una certa attività, che si riassumono nella facilità e nella leggerezza con le quali affrontiamo gli obiettivi che ci siamo dati. Vuol dire impegnarsi per sentirsi sempre in forma, pieni di energia, sereni, fiduciosi, sorridenti, di buon umore, felici e mai distrutti, demotivati, stressati, stanchi, nervosi, annoiati, agitati, irritati, con un senso di disagio e di paura incollati addosso.

Come dice l’OMS – l’Organizzazione Mondiale della Sanitàla salute è uno stato di benessere totale, fisico, sociale e mentale della persona; non è una semplice assenza di malattia o d’infermità“. È dunque del nostro complesso psico-fisico che dobbiamo occuparci per evitare l’insorgenza della malattia. Certo, il suo equilibrio è piuttosto instabile, comporta sforzi continui nel tentativo di raggiungere l’armonia del corpo e dello spirito. Anche perché spesso confondiamo eccitazione con energia, per esempio quando beviamo un caffè zuccherato. E altrettanto spesso crediamo che la nostra calma e la nostra energia dipendano esclusivamente dal “buon” comportamento di familiari, amici, colleghi nei nostri confronti. Niente di più falso, perché sono in relazione prima di tutto con il nostro modo di fare e con la forza del nostro pensiero positivo.

Meglio l’attività fisica di un espresso. George Clooney permettendo.

 

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59 secondi. Pensa poco, cambia molto

novembre 21st, 2010 | No Comments | Posted in Felicità, Libri, Psicologia, Ricette, Sorriso, Spiritualità, Storie Usa

Esistono tecniche scientificamente provate per migliorare la nostra vita in meno di un minuto? Richard Wiseman – psicologo britannico che insegna Public Understanding of Psycology – ne ha scoperte diverse. Per esempio che si sorride quando si è felici, ma che si è più felici se si sorride e l’effetto è indipendente dal fatto che ci si accorga o meno di sorridere. Un po’ quello che dice Madan Kataria, medico ayurvedico di Mumbai, l’ideatore dello Yoga della risata, nella mia intervista in un post precedente.

Richard-Wiseman, immagine sacricata dal web

Scrive Wiseman che negli anni Ottanta, Fritz Starck – psicologo dell’università di Würzburg, in Baviera – e la sua equipe chiesero a un gruppo di tenere una matita tra i denti, assicurandosi che non sfiorasse le labbra e al gruppo di controllo di tenerla tra le labbra com non con i denti. Il risultato fu che i primi erano stati inconsapevolmente costretti a sorridere mentre gli altri erano rimasti altrettanto inconsapevolmente imbronciati, perché l’emozione corrisponde all’espressione del volto.

Altri studi hanno dimostrato che la sensazione di felicità non vola via subito dopo aver smesso di sorridere, «ma si protrae nel tempo, condizionando molti aspetti del comportamento, tra cui la capacità di interagire con gli altri e di ricordare gli eventi felici della vita». Un farmaco antidepressivo a costo zero.

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Sono una mujer libre, una donna libera

Doña leova, curandera messicana. Foto dell’autrice

«Mi chiamo Leova, Doña Leova, sono di etnia nahuatl-azteca e vivo a Cuetzalan, sui monti dello stato di Puebla, nel Messico settentrionale. Sono sempre stata una bambina ribelle e ribelle  sono ancora oggi, tanto che, come portavoce di alcuni centri sociali del pueblo, del popolo, aiuto le donne ad affrancarsi dalla sottomissione e dalle violenze dei mariti: dico che è tutta colpa loro che non sanno farsi rispettare.

A 14 anni ho cominciato a fare la partera, la levatrice, seguendo le nostre tradizioni. Sono anche una sciamana, una curandera, e conosco le piante che aiutano a sentirsi meglio. È stata la nonna a insegnarmi tutto quello che so: una conoscenza che viene dagli antenati e che io ho appreso in silenzio, senza fare domande – non avrei ottenuto risposte. Ho carpito l’arte della guarigione con lo sguardo, ripetendo i suoi gesti e applicando il buon senso.

La nonna mi ha insegnato pochi ma indispensabili concetti per vivere una vita ricca e gioiosa: il rifugio nella preghiera; l’amore per la terra, per Dio e per se stessi; il rispetto per i progenitori e per i bambini. A non trattenere l’odio e la rabbia ma a lasciarli scorrere come l’acqua di un fiume – il suo flusso non si può interrompere – in modo naturale, portando le mani sull’ombelico. E mi ha educato, con l’esempio, a dividere la tortilla appena sufficiente per la mia famiglia, con chi non ha neppure quella. Tenere il cibo per se stessi porta alla solitudine così come trattenere la collera genera putrefazione.

La mia è una famiglia numerosa composta da quattro figli, le nuore, i nipotini e una bambina adottata. Ho anche un marito: faceva il maestro, adesso è in pensione. Lui però non interviene nelle mie decisioni, non glielo consentirei mai. Non gli ho neppure chiesto il permesso per venire in Europa.

Sono una donna felice, di una felicità che abita nel profondo del cuore e scaturisce dalla preghiera – è con la forza della preghiera che possiamo conquistarci la libertà e affrancarci dalla schiavitù dei nostri mariti. Inoltre, non penso al passato e vivo il presente. Sono sempre me stessa e non castro mai la forza che sento nella pancia, che è la nostra prerogativa. Non ci sono ricette segrete.

Da giovani, noi donne speriamo di andare spose a un principe. E per che cosa, poi? Per essere sue schiave? Questo non è mai stato il mio desiderio: sono una mujer libre, sono una donna libera. E lei, faccia come me: non si abbandoni agli eventi, sia forte, attinga la sua energia dalla pancia, come me faccio io. La pancia, si ricordi, la pancia».

Questo è uno stralcio dell’intervista a Doña Leova che ho incontrato nel novembre del 2010 a Milano, dove era di passaggio prima di partire per Basilea e Madrid e poi rientrare in Messico. Un’occasione per farmi fare una limpia, che è al tempo stesso un massaggio sciamanico e un rito di purificazione.

Desidero ringraziare Sangeet Kaur per l’ospitalità; le traduttrici, le terapeute e le altre amiche che hanno partecipato attivamente all’intervista. A Doña Leova, semplicemente grazie per i frammenti del sapere e della saggezza millenaria del suo pueblo di cui ci ha reso partecipi.

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Mama Meru e la nipote di Mubarak

Nel 2001 Hernán Huarache Mamani, scrittore e sciamano peruviano di etnia quechua, pubblica La profezia della curandera (Piemme). A distanza di nove anni il suo libro è ancora in bella vista negli scaffali delle librerie. Un piccolo, prezioso bestseller, di facile lettura, con un finale luminoso ma non scontato che infonde un senso di libertà nelle lettrici: sì, perché questo è un libro di iniziazione per sole donne.

Hernán Huarache Mamani (dal web)

La profezia della curandera racconta la storia di Kantu, una ragazza peruviana che vive nella bellissima Cuzco, l’antica capitale del regno inca, e che per conquistare l’uomo che ama si affida a degli sciamani. Da loro riceverà istruzioni su come scoprire e usare l’energia universale, l’arma segreta di ogni vera donna, l’espediente più sicuro per far innamorare il suo Juan. Un insegnamento profondo, un invito a spezzare le catene che la tengono imprigionata a vecchi sistemi di pensiero e a ristabilire l’armonia perduta.

Cuzco, l’antica capitale inca (dal web)

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Don’t worry, be happy

novembre 16th, 2010 | No Comments | Posted in Felicità, Psicologia, Sorriso, Spiritualità, Storie Usa

Oggi  il New York Times scrive di felicità, domani lo faranno tutti i quotidiani italiani e del mondo occidentale. È come se il Dalai Lama non ne avesse mai parlato, come se ci si fosse già dimenticati di Matthieu Ricard, il monaco buddhista eletto nel 2008 l’uomo più felice del pianeta, come se non si sapesse che da più di vent’anni, mentre i nostri governanti discutono di Prodotto Nazionale Lordo, il re del Bhutan misura il suo Pil – che per lui è Gross National Happiness – in termini di felicità dei suoi sudditi. E come se, nel corso dei secoli, non fossero mai stati scritti libri sull’argomento – a proposito, l’ultimo in ordine di tempo è La ricerca della felicità. Dall’età dell’oro ai giorni nostri di Georges Minois con un saggio introduttivo di Luciano Canfora, edizioni Dedalo, 2010 il più esauriente ma anche il più triste saggio sulla felicità che si potesse concepire, a riprova che non esiste.

Il NYT, dicevo, pubblica, sul tema, un articolo molto circostanziato costruito sulla ricerca di Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert, psicologi dell’Università di Harvard, che hanno intervistato 2.200 persone dalle quali hanno ottenuto 250mila risposte, e hanno scoperto che in testa alla scala della felicità c’è il sesso. E questo, scusate, non mi sembra una novità. La novità sta invece nell’aver dimostrato, per esempio, che pensare a situazioni o luoghi piacevoli porta a uno stato di contentezza. Che per un americano, immaginare di fare un viaggio in Italia, di visitare e fare cose particolarmente interessanti nel nostro Paese, porta già a un innalzamento dell’umore.

Dice il dottor Gilbert: “Il cuore va dove lo porta la testa, e non gliene importa molto di dove si trovano i piedi”. Il vecchio adagio secondo cui il viaggio per antonomasia sarebbe quello della fantasia, è ancora valido – leggere, a questo proposito Honolulu e altri racconti di W. Somerset Maugham, Adelphi 2010, a pagina 119. L’altra novità è il mezzo con cui le risposte sono state raccolte, e per rendersene conto basta entrare nel sito “trackyourhappiness”.

L’ultima moda “felice”era scoppiata nei primi anni Ottanta ed era culminata nel 1988 con un tormentone canoro dal titolo Don’t worry, be happy – Non essere preoccupato, sii contento – con cui l’afroamericano Bobby McFerrin ha vinto il primo dei suoi dieci Grammy Award. Il singolo, che regala 3,45 minuti di esilarante felicità, recita: “Non preoccuparti, sii contento, non fare così, metti un sorriso sul tuo viso, non rendere tutti tristi così”.

Ma dove il riccioluto McFerrin ha trovato l’illuminazione? Neanche dirlo, in California, quando, ospite a casa dei suoi amici Tuck & Patti a San Francisco, vede su una parete un grande manifesto su cui campeggia la frase che lo avrebbe reso ricco e famoso, grazie al fatto che la saggezza popolare non rivendica i diritti d’autore.

Legittimo titolare dell’espressione Don’t worry, be happy è – c’era da aspettarselo – un guru indiano, tale Meher Baba (1894-1969), uno che si riteneva un Avatar, un reincarnato. Il motto che si era inventato serviva a rassicurare una manciata di adepti che lo seguiva nelle aree più remote dell’India dove, inutile ricordarlo, andava a predicare la felicità. Corsi e ricorsi.

P.S. Pare che un “folto” gruppo di seguaci di Meher Baba viva in Italia, a Como. Le vie del Signore approdano anche in riva ai laghi.

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