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Non-aspettativa

febbraio 25th, 2010 | No Comments | Posted in Ricette, Spiritualità

Compi il tuo sforzo senza pensare al guadagno

«Non dovremmo mai pregare o meditare pensando a ciò che ne ricaveremo. Eliminiamo le aspettative. Soltanto ora giungeranno le ricompense. Se desideriamo intensamente doni e potere, non otterremo alcun risultato e ci smarriremo nella brama. Pregare per ottenere risultati non porta a nulla: il vero spirito appare solo quando non vi sono aspettative».

«I libri e gli insegnamenti parlano dei risultati ottenuti tramite la meditazione perché intendono così prepararci alle esperienze che faremo. È importante non soffermarsi su simili scritti come fossero promesse. Non sono che descrizioni di ciò che incontreremo strada facendo».

«Sediamoci invece senza pensare ai risultati e ci ritroveremo naturalmente e spontaneamente uniti al Tao. Si tratta ovviamente di un paradosso: dobbiamo sapere cosa ci attende, e tuttavia permettere agli eventi di apparirci liberamente. Tutto ciò sembra irrazionale e inefficace. Ma se vogliamo conoscere il Tao, non esiste modo più veloce di questo per tuffarci nella sua corrente».

Deng Ming-Dao, Il Tao per un anno. Puoi essere capace di grandi cose ma la vita è fatta di piccolezze, Tea, 2002, num.112, pg.124.

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Il segreto della giovinezza

febbraio 24th, 2010 | No Comments | Posted in Ricette

Qualche giorno fa sono passata a salutare il medico ayurveda Vaidya Swami Nath Mishra, una vecchia conoscenza, e tra una chiacchiera e una tisana rigorosamente biologica – «se non è bio ne faccio a meno», dice in un italiano che va interpretato – gli ho chiesto qual è il suo segreto per mantenersi in forma.

«Comincio la giornata bevendo un bicchiere d’acqua tiepida, mi massaggio con olio per riscaldare il corpo e sono pronto per i miei quotidiani esercizi di Yoga, Mantra e Respirazione. Poi medito, faccio una doccia per rilassarmi e per ultimo colazione».

Quanto ci mette?

«Non molto: un’ora».

Ci si dovrebbe massaggiare tutte le mattine?

«Sì, è una saggia pratica di mantenimento della giovinezza e pure di ringiovanimento. Io lo faccio anche la sera. Provi, si troverà bene».

Naturalmente sto provando. Tengo l’olio d’oliva in un angolo del piatto-doccia, così non devo uscire bagnata per andare in cucina a prendere la bottiglia che ho dimenticato sul tavolo la sera prima. Per ora mi massaggio solo la mattina. Da lunedì – quale lunedì? – lo farò anche prima di andare a letto. Datemi un mese di tempo e  vi aggiornerò sui risultati.

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Le cinque qualità

febbraio 23rd, 2010 | No Comments | Posted in Psicologia, Spiritualità

Chi fa un mestiere come il mio ha la fortuna di conoscere persone speciali, come Elisabetta Ugolotti, terapista cranio-sacrale a Milano. L’incontro per la verità non è cominciato sotto i migliori auspici perché io aspettavo lei nel cortile di casa sua in una giornata fredda e uggiosa che sarebbe piaciuta a Tolstoj mentre lei aspettava me nel suo studio al primo piano, al caldo. Nell’era dei cellulari, lei aveva il mio numero di casa e io avevo il numero della sua scuola dove il telefono suonava a vuoto – come il mio del resto – e l’unica possibilità che avevo era lasciare un messaggio spiegando, inascoltata, dove mi trovavo. Tutto inutile: erano le 11 del mattino e la scuola apriva alle cinque del pomeriggio. In questo ansioso andirivieni sono stata assistita moralmente da un immigrato di colore con l’occhio destro bianco e inerte – il sinistro vivace e intelligente – e tanto di casco in testa che tirava un secchio pieno di malta legato a una corda su e giù dal cortile al tetto. Se non fosse stato per lui, gentilissimo, sarei ancora lì, e Elisabetta Ugolotti mi avrebbe scoperta, nel pomeriggio, rinsecchita come un’aringa. Ci siamo trovate dopo cinquanta minuti, provvidenziali però, perché li ho spesi in parte a fare la fila alla pescheria all’angolo. Oltre all’intervista registrata, sono tornata a casa con una borsa piena di capesante, calamari e gallinelle. Una pesca miracolosa.

Dal libro che Elisabetta Ugolotti ha appena pubblicato – La terapia craniosacrale. Dialogo con la saggezza del corpo – ho tratto le seguenti cinque Verità che dovrebbero animare il cuore di ogni Donna e Uomo degni di questo nome.

Gioia

«La prima qualità essenziale è la Gioia che, associata al colore giallo, è la sensazione di vedere tutto pieno di luce, tutto in completa armonia; ha un senso di leggerezza, curiosità, una qualità che ricalda e viene associata al lato sinistro del corpo (…) Il blocco ci porta alla mancanza di interesse, al senso di restrizione della nostra attenzione, alla depressione. L’apatia ha una qualità di morte».

Forza

«Immaginiamo tutto il nostro Essere nella sensazione della vera Forza; questa Forza ha determinate caratteristiche in termini di Presenza: ha facilità a espandersi, ad agire, dà solidità, aiuta a sentire chi siamo e chi non siamo, che cosa vogliamo e che cosa non vogliamo. È associata al lato destro del corpo. Se a questo livello la sensazione è bloccata, c’è reattività emotiva, rabbia. (…) La rabbia è collegata alla paura degli altri. (…) Come la sentiamo? Calda o fredda? Si muove o è densa? È pesante o leggera? La percepiamo nella testa, nel cuore o nella pancia? (…) La Forza è il senso di solidità, di distinzione, di confine: “Io sono qui, tu sei lì”. È associata al colore rosso, come la rabbia, che dotata di calore come la Forza non è altro che la Forza frustrata».

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Una scarpa di energia

febbraio 22nd, 2010 | No Comments | Posted in Psicologia, Spiritualità

Osho è conosciuto per essere un Maestro di Realtà, uno che a 21 anni aveva sperimentato l’Illuminazione, aveva cioè abbandonato la mappa mentale stereotipata per addentrarsi nella Vita vera, nella pura Realtà, apppunto, godendo della paradisiaca sensazione di appartenere al Tutto. Osho, uno che si è dissolto nell’oceano dell’Esistenza, come il suo stesso nome spirituale suggerisce.

Laureato in filosofia, la sua biblioteca comprendeva più di 150 mila volumi. I suoi discorsi sono stati filmati, registrati, e alcuni di essi pubblicati in forma di libro, cd o dvd.

L’aneddoto che propongo oggi è tratto da La magia del semplice, titolo originale: Just like that. Che in inglese suona tutta un’altra cosa rispetto all’italiano, da quanto è usuale ed esplicita questa espressione. Just like that.

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Storie Zen, maestri e discepoli

febbraio 21st, 2010 | No Comments | Posted in Psicologia, Ricette, Spiritualità

Sono iscritta alla mailing list di DailyZen e una volta al mese ricevo gratuitamente la sua newsletter elettronica. I contenuti sono sempre interessanti, una scuola di Zen fatta su misura per i nostri tempi, rigorosa ma senza accenno di arroganza; armoniosa, direi. Insomma, una sicurezza.

Tengo la mail a lungo tra la posta ricevuta contrassegnata come “non letta” e quindi segnalata in “grassetto”, vedo cioè l’inidirizzo mail sullo schermo del mio Mac, e la posso aprire tutte le volte che voglio, leggendo il testo un pezzetto per volta, ossia in modo zen, senza farne una scorpacciata. Armonia ricevo dalla rete, armonia restituisco alla rete. I testi  – storie, dialoghi, aneddoti, koan – sono di facile lettura e sono  scelti in modo che si possano leggere dall’inizio ma anche partendo dalla fine o pescando al centro. Importante è mantenere il contatto con questo genere di letteratura perché va diritta alla fonte, come se dallo schermo partisse un raggio e colpisse al centro della fronte, dove gli indù disegnano il “terzo occhio” – lo scrivo con l’obiettivo di rimanere il più aderente possibile al concetto di “bipartisan” e di “politically correct”.

L’altra cosa che mi piace tanto del DailyZen è la presentazione. La letterina elettronica è personalizzata e comincia, nel mio caso, con un “Greetings Patrizia”, seguita da una breve spiegazione sull’argomento proposto, da un pensiero rivolto alle vittime di turno  – questo mese è per Haiti – e si conclude con una gentile frase di commiato: “With Care and Appreciation” e la firma “Elana”. Non sono abituata a tanta educazione. Considero Elana, che non ho mai incontrato e con cui non ho mai scambiato sms o e-mail, un’amica delle più intime. Una che entra sommessamente nella mia vita una volta ogni tanto ma con cadenza regolare, e di cui non percepisco neppure il respiro. Ma quanto importante è diventata questa insolita presenza, così poco urlata.

Il DailyZen Journal di febbraio contiene una breve storia dal titolo: A Lotus in Fire , scritta agli inizi del XII secolo dal maestro Zen Yuan Wu, ma sembra composta ieri, tanto aderisce alla nostra realtà, al nostro modo di porci nei confronti di questa disciplina e non solo. Quello che segue è un estratto del testo:

«I wouldn’t say that those in recent times who study the Way do not try hard, but often they just memorize Zen stories and try to pass judgment on the ancient and modern Zen masters, picking and choosing among words and phrases, creating complicated rationalizations and learning stale slogans.  When will they ever be done with this?  If you study Zen like this, all you will get is a collection of worn-out antiques and curious».

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Narici e cervello

febbraio 17th, 2010 | No Comments | Posted in Psicologia, Spiritualità

La prima grande rivoluzione che possiamo attuare dentro di noi è quella della respirazione, o più precisamente, dell’inspirazione e dell’espirazione, visto che avviene in tempi diversi, che si rincorrono. Una di quelle cose che diamo per scontate, a cui non pensiamo mai se non perché ci manca il fiato quando abbiamo dato troppa corda al cane, quando siamo in montagna, quando la quantità di polveri sottili è alle stelle, o ancora quando temiamo qualcosa, siamo in una situazione di pericolo. In quest’ultimo caso in particolare, non riusciamo né a inspirare né a espirare, se non prendendo coscienza di quello che ci sta accadendo. La paura è una forza arcana che dobbiamo riuscire a  trasformare.

Da secoli l’alimentazione ayurvedica, lo Yoga, il Nada Yoga o Yoga del suono e quello  della respirazione hanno cambiato in meglio la vita di milioni di persone in ogni angolo del mondo. È un sistema a incastro: ne conosci una parte e ti viene la frenesia di saperne di più, sempre di più. Non ti basta mai. È una droga. Ho sviluppato anch’io questo genere di dipendenza. Così ogni volta che mi sento stanca, che un’allergia mi disturba, che manderei tutto e tutti in quel paese, mi abbandono al respiro di fuoco. Respiro cioè a stantuffo, con il ventre – lo gonfio inspirando e lo sgonfio espirando – soffiando come se fossi una locomotiva, calcolando più o meno due cicli al secondo, e contando fino a cento. Funziona sempre, qualsiasi sia il problema da affrontare. Il sangue circola, l’ossigeno sale al cervello, e ci si sente rinnovati nel corpo e nello spirito.

A proposito di respirazione, ho trovato queste righe in uno dei libri della mia biblioteca. Il titolo del capitolo è già un programma.

A ogni cervello la sua narice

«Yin e yang, Ida e Pingala, sistema nervoso parasimpatico e simpatico. Quale che sia la sua tradizione, empirica o scientifica, l’essere umano avverte che il segreto della felicità e della salute passa per l’equilibrio delle due forze che lo attraversano. La respirazione è l’espressione più evidente di questo antagonismo. Inspirazione, espirazione: i movimenti sono opposti e complementari. Costituiscono il motore stesso della vita».

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