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Gli afrodisiaci non esistono

luglio 15th, 2009 | No Comments | Posted in Alimentazione

Gli afrodisiaci non esistono. Anche se ci piace credere che ci siano, in natura, sostanze che agiscono positivamente sugli organi genitali. Gli antichi attribuivano l’effetto di aumentare il desiderio sessuale a ingredienti rari ed esotici, come il pepe, il peperoncino, la senape, la cannella, la vaniglia, la noce moscata, lo zafferano. Gli alcolici, purché assunti in piccole dosi, avrebbero un ruolo importante e agirebbero come stimolanti del sistema nervoso e allenterebbero i freni inibitori. E molti cibi sono considerati, a torto o a ragione, veri e propri afrodisiaci. Soprattutto quelli la cui forma assomiglia a un organo sessuale, come i mitili e i molluschi – celeberrime le ostriche accompagnate da una coppa di champagne – vegetali come i carciofi, frutti come i fichi e l’avocado. Sopra a tutto, nonostante l’aspetto a tavoletta, il misterioso e potente cioccolato nero che, si pensa, influirebbe pericolosamente sulla libido.
Ma la magia della natura non basta. Funziona se interagisce con un ambiente accogliente, piacevolmente sensuale – a volte è sufficiente una candela accesa sulla tavola – insaporito da un pizzico di passione.
Il piacere di cucinare per l’altro è di per sé un afrodisiaco. Dice molto più di tante parole. Dice a una donna che si merita tutto il tempo che si è investito nella preparazione di un piatto. Le farà sapere quello che mai si oserebbe esprimere ad alta voce.
Allora lei penserà che il suo uomo è un incantatore, un esperto di filtri magici. Bisogna imparare a conoscere la propria potenza virile e a non reprimere la forza oscura che sta dentro di noi.
Se, poi, si va ancora in giro chiedendo agli amici consigli su dove trovare un afrodisiaco, vuol dire che non si è ancora capito bene cos’è. E allora è necessario cambiare dieta.Ecco qualche consiglio. Scegliere un’alimentazione a base di carne di porcospino lasciata frollare per due giorni in un battuto di spezie. Prendere tutte le mattine un frullato a cui si sarnno aggiunte diverse cucchiaiate di corno di rinoceronte in polvere. Cenare per un mese a base di testicoli di animali. A questo punto non si può far altro che sperare. Nel sesso, la suggestione è tutto.

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Do you Kamasutra?

luglio 15th, 2009 | No Comments | Posted in Alimentazione

“Solo colui che è esperto nell’arte amatoria è caro alla propria donna e a quelle altrui”. Così recita il libro del Kamasutra, un trattato erotico indiano del quarto secolo, attribuito a Mallanaga Vatsyayana.
Le arti erotiche sono patrimonio antico della cultura dell’India e l’amore fu da sempre oggetto di culti religiosi. Le prime attestazioni si trovano nei Veda, i testi sacri dell’induismo, nei riti esoterici del tantrismo e in trattati profani come quello sul Kamasutra, appunto, la scienza che insegna come raggiungere la pienezza del piacere.
Nel Kamasutra, l’arte della seduzione è minutamente analizzata. Vi si trovano suggerimenti su come avvicinare una donna, come conquistarla e scoprire, nel comportamento, i segni rivelatori dei suoi sentimenti. Ma anche consigli sulle pratiche magiche. Prescrive, infatti, filtri d’amore, amuleti, incantesimi, sostanze inebrianti ed afrodisiache per migliorare l’aspetto e rendersi desiderati, per far innamorare la donna amata, e per accrescere il proprio vigore sessuale.
Una branchia della medicina indiana è dedicata proprio agli afrodisiaci. Che possono essere di natura animale, vegetale o minerale. E include uova, latte di capra, uccelli selvatici, caviale, salmone, cavallucci marini, l’ambra grigia delle balene, e poi noci, liquirizia, melograno e la polvere di minerali. Che, secondo gli antichi trattati, sarebbero buoni quasi tutti: dalla mica allo smeraldo, dal rubino al diamante.
Ma in questi libri a metà tra la scienza e la magia, è il cardamomo la spezia di cui più si legge. Un tè afrodisiaco, per esempio, si può fare con una miscela di cardamomo e cannella, a cui si aggiunge la stessa quantità di radice fresca di gingseng.
Il cardamomo è presente anche nel curry, un insieme di spezie in polvere che aggiunge sapore a pietanze sciapite  come il riso o il pane, e il cui sapore cambia a secondo della composizione. Uno dei curry  più diffusi, il Madras, è composto, oltre che dal cardamomo, da peperoncino, cumino, curcuma, fieno greco, coriandolo, sale, cannella, aglio, chiodi di garofano, sedano, finocchio, zenzero, noce moscata, lauro, cipolla.
Al curry si può, infine, aggiungere il chutney, contorno tradizionale indiano che viene servito come accompagnamento ai piatti locali, fatto con frutta cotta, zucchero, aceto e spezie. La combinazione di curry e chutney dà ai piatti un gusto dolciastro ed è ideale come accompagnamento alle carni fredde. Per gli inglesi arrivati in India fu una rivelazione.

 

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