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From Food to Book

marzo 26th, 2009 | No Comments | Posted in Diario di cucina, Ricette
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L’altro deserto

marzo 24th, 2009 | No Comments | Posted in Storie Usa

È un deserto con un’oasi di mille palme e una sola duna. Ha la sabbia, ma non è dorata. È, invece, disseminato di montagne, canyon, colline, rocce e cactus spinosi. È Anza-Borrego. Per i californiani, è “l’altro deserto”. Più caldo di Death Valley, meno conosciuto e meno frequentato di Palm Springs. Un deserto per gente vera. Una terra vasta e affascinante che rivela il suo carattere solo a chi lo affronta con coraggio, umiltà e rispetto, e voglia addentrarsi – a piedi con lo zaino in spalla, in sella a una mountain bike o, più comodamente, alla guida di una jeep a quattro ruote motrici – tra gli ottocento chilometri di strade e sentieri sterrati che lo attraversano in lungo e in largo. A questi viaggiatori, e solo a questi, riserva i suoi segreti più preziosi.

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La festa del tacchino

marzo 20th, 2009 | No Comments | Posted in Ricette USA

Fu Dana a introdurmi ai misteri di Thanksgiving, la festa del Ringraziamento che, insieme a quella del 4 di luglio è, senza dubbio, la più sentita fra le celebrazioni a stelle e strisce. George Washington, per primo, fissò la data della ricorrenza il 26 novembre, poi, Abraham Lincoln ne spostò la celebrazione all’ultimo giovedi del mese per dare l’opportunità alle famiglie di riunirsi e trascorrere insieme qualche giorno. È in pratica un ponte istituzionalizzato.
Per la festa del Ringraziamento, e da circa quattro secoli, l’America fa scorpacciate di tacchino. Anche noi non fummo da meno. Per il nostro primo Thanksgiving insieme, Dana si offrì di farmi da guida alle varie fasi del tradizionale pranzo e di venire a cucinare a casa nostra a Mandeville Canyon.

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La nuova frontiera alimentare

marzo 20th, 2009 | No Comments | Posted in Ricette USA

Hai voglia a chiamarlo cibo a stelle e strisce. Sarà anche il cibo mitizzato dal film American Graffiti, ma con me non attacca. La nuova frontiera alimentare americana è il trionfo del marketing applicato all’industria delle quattro ruote. Non è un caso che sia l’unico pasto  completo che si possa consumare nel chiuso della propria macchina in un parcheggio, sulla freeway, in un cinema drive-in.
Dalle mie parti, a Trieste, non si sapeva neanche cosa fosse l’hamburger. Fast food, lo spuntino veloce, era e rimane sinonimo di Giuseppe lo Sloveno (il Buffet da Pepi), un bugigattolo con quattro tavolini e tre camerieri accanto al palazzo della Borsa, nella parte elegante della città. Giuseppe lo Sloveno ha da poco festeggiato i cent’anni di attività senza mai conoscere crisi, orgoglioso che nessun turista distratto l’abbia ancora scoperto. Da Giuseppe lo Sloveno ci vanno solo gli intenditori. Un trionfo di cotiche, porchetta, prosciutto cotto in crosta, crauti, cotechini, salsicce di cranio, würstel con senape e rafano grattugiato, pane con il cumino e fiumi di vino e di birra.

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Il perfetto surfista

marzo 20th, 2009 | No Comments | Posted in Ricette USA

I surfisti sono incazzati neri. Tanto per cambiare ce l’hanno con i Marines. Motivo, questa volta? Una corte federale degli Stati Uniti ha autorizzato, all’interno della base dei Marines di Camp Pendleton, pochi chilometri a sud di Los Angeles, la costruzione di un villaggio per ufficiali su una spianata di terra con vista sull’oceano. Il fatto non meriterebbe attenzione se non fosse che l’area scelta sovrasta la spiaggia di Trestle – probabilmente la più famosa località surfistica al mondo, immortalata in un leggendario 45 giri dei Beach Boys – Surfin’ Usa – che, oltre a mitizzare, fra le altre, le spiagge di Del Mar, Santa Cruz, Pacific Palisades, Redondo Beach e La Jolla, dettava le regole estetiche del perfetto surfista: abbigliamento ampio di almeno tre taglie più grande del necessario, sandali e capello biondo cespuglioso. Era il 4 marzo 1963. Era la risposta californiana all’invasione edoardiana degli odiati Beatles.

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Wok

marzo 20th, 2009 | No Comments | Posted in Ricette USA

La wok è la wok. La wok è la pentola che milioni di cinesi usano da secoli per cucinare ogni tipo di cibo: dal pesce alla carne, dal riso ai vegetali. La wok è una semisfera dalle proporzioni perfette, un universo di vapori, suoni, odori che avvolge il cuoco e incanta i commensali con la complessità dei suoi sapori.  La wok non ammette ambiguità nè indecisioni in cucina. Esige coraggio, fierezza e, talvolta, insolenza. Come tutte le creature eclettiche, è tollerante solo con chi dimostra doti di creatività. Nessun’altra pentola è così versatile. Dentro ci si può friggere, soffriggere, fare l’arrosto o il bollito e anche cuocere a vapore, con l’assoluta certezza di ottenere un risultato superiore a qualsiasi altra ricetta preparata in un recipiente diverso.

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Formaggio spray, panna aerosol, gelatina colorata

marzo 20th, 2009 | No Comments | Posted in Storie Usa

l fatto è che il resto del mondo non pensa all’America in termini di balletto, poesia, opera, ma in termini di McDonald’s, Hollywood, Disneyland. In termini di auto a forma di hot dog (come quella della società Oscar Meyer), di chioschi di hamburger travestiti da panini con semi di sesamo sul tetto, di ristoranti a forma di bombetta (Brown Derby), a forma di gufo (Hoot Hoot I Scream), i chioschi dei Bonzo-dogs. Ne parlavamo una volta con Michael Stern, storico dell’arte del Rinascimento che, messa nel cassetto la laurea conseguita a Yale, si era riciclato come cultore del pop. I ristoranti a forma di coni gelati, di funghi, di aragosta o di granchio, spiegava, sono costruzioni effimere che nascono dall’architettura stradale californiana, sono icone dirette discendenti della cultura dell’auto; sono segnali inequivocabili che servono ad attirare l’attenzione di chi guida. Così come l’architettura del corso principale di Las Vegas, con gli alberghi a forma di mulino olandese, con il cow boy al neon che gioca a dadi e via di questo passo.

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I fiori in insalata

marzo 20th, 2009 | No Comments | Posted in Ricette USA

Masdevallias e Odontoglossums non hanno ancora fatto la loro apparizione nelle nostre  cucine ma, prima o poi, qualcuno riuscirà a modificare geneticamente pure le orchidee, i più bei fiori mai comparsi sulla terra, per renderle commestibili. Nel frattempo, dobbiamo accontentarci di infiorare i nostri piatti con crisantemi, garofani, gerani, lavande, gelsomini e con i meno delicati fiori di zucchina. Ripieni. Una festa per gli occhi e, non dimentichiamolo, una tripudio per lo stomaco – noi italiani lo sapevamo molto prima che gli scienziati americani dimostrassero scientificamente che il colore dei cibi stimola l’appetito e la digestione.

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Verdure alla polinesiana

marzo 20th, 2009 | No Comments | Posted in Ricette USA

Il matrimonio definitivo fra la cultura hawaiana e quella americana avvenne nel 1959 quando le isole dell’arcipelago diventarono, formalmente, il 50esimo stato dell’Unione a stelle e strisce. In quegli anni, l’ingenua gastronomia americana, appena sfiorata da influenze polinesiane, non era cosciente che il suo destino, per definizione, sarebbe stato  quello di essere un melting pot, un crogiolo di gusti e culture diverse, e ancora non parlava la lingua sofisticata della fusion cuisine. Per festeggiare l’avvenimento, si scatenarono le grigliate in giardino e si indossarono le camicie a colori sgargianti con disegni floreali tipici di quei luoghi anche se, come sottofondo, si preferisce la musica di Elvis Presley a quella originale dell’ukulele isolano.

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Wish you were here

marzo 20th, 2009 | No Comments | Posted in Ricette USA

L’attrazione principale di San Francisco, per gli americani, non è nè il Golden Gate, nè la discesa mozzafiato e tutta curve di Lombard Street, nè le colline di Sausalito con le loro case vittoriane, ma la raffinatezza della sua cucina. I più di tremila santuari dedicati al cibo, se si considera solo il perimetro della città, la dicono lunga sulla passione per la gastronomia di chi ci abita. Ogni angolo di strada è stato trasformato in una pasticceria o in un ristorantino dall’atmosfera intima e gradevole e gli alberghi di lusso si  distinguono per le delicatezze e la varietà dei piatti che propongono e fanno a gara per arruolare i più famosi e creativi cuochi del mondo. Per non parlare delle trattorie a conduzione familiare, delle birrerie, delle enoteche dove assaggiare i vini provenienti dalla Wine Country.